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Settant’anni dalla tragedia, Albenga e Caravaggio unite nel ricordo delle vittime FOTO

Domenica la commemorazione e la deposizione delle corone di fiori al monumento che ricorda la tragedia

Settant’anni dalla tragedia, Albenga e Caravaggio unite nel ricordo delle vittime FOTO
Cronaca 20 Luglio 2017 ore 10:22

Settant’anni dopo la tragedia il dolore e lo strazio non lasciano Albenga. C’era anche l’assessore alle Pari Opportunità Mara Carminati alla cerimonia che si è tenuta domenica ad Albenga per commemorare il 70esimo anniversario del naufragio della motobarca «L’Annamaria» che costò la vita a 44 bambini, tre donne e una delle loro figlie.

Vittime anche a Caravaggio

Proprio queste ultime Maria Bettiinelli, 31 anni, la figlia Giuseppina Mora, 10 anni (ne avrebbe compiuti 11 solo dieci giorni dopo), e la zia di quest’ultima, Francesca Piloni, 38 anni erano di Caravaggio. Con loro anche la 64enne mantovana Paola Conti, un’amica che si trovava sfollata in città.
Le vittime, tutti maschi tra i 4 e i 13 anni, in prevalenza milanesi orfani di guerra, ospiti della colonia della «Solidarietà Nazionale» di Loano, erano diretti, in gita, all’isola Gallinara. Poi la tragedia, le cui responsabilità non vennero mai accertate.

I terribili momenti del naufragio

Verso le 18 “L’Annamaria” naufraga a circa cento metri dalla riva dopo aver urtato un palo che sosteneva lo scarico delle fogne cittadine, che sporgeva a pelo dell’acqua. A bordo c’erano 84 bambini, ne moriranno 43 (uno poco dopo in ospedale) e con loro le tre donne e la figlia di dieci anni di una di loro. Dalla riva i soccorsi partirono subito. I volontari della Croce bianca non ebbero tregua e con loro anche molti bagnanti che si gettarono in acqua per cercare di salvare i piccoli.

Il ricordo di Albenga

Ogni anno Albegna si ferma a ricordare l’orrore di quel giorno e la straordinaria solidarietà dimostrata dalla comunità.
Domenica, però, in occasione del 70esimo anche l’Amministrazione comunale insieme a Francesca Mora, sorella della piccola Giuseppina, hanno voluto prendere parte alla cerimonia per ricordare il dolore di una tragedia che non deve essere dimenticata.
«Abbiamo voluto contribuire nel tener vivo il ricordo – ha commentato Carminati – perché venga conservata la memoria di ciò che è accaduto».
Dopo la messa, al termine della quale sono state lette alcune poesie, si è proseguito con il corteo per la deposizione delle corone di fiori ai piedi del momento che ricorda le piccole vittime di una delle più tristi pagine della storia italiana contemporanea. In mare le barche dei pescatori hanno reso omaggio in un triste silenzio spezzato solo dal suono di una sirena.

Una poesia per i piccoli naufraghi

Al termine della messa l’assessore Carminati ha voluto leggere una poesia intitolata “Il rumore sordo dell’onda” scritta da Raffaella Bettiol, nata a Venezia nel 1952 e dedicata a tutti i bambini morti nei naufragi di ieri e di oggi e al piccolo Aylan.

Il rumore sorda dell’onda
Sordo è il rumore dell’onda | nell’eco di voci disperse sulla battigia. | Giocattolo abbandonato | inerme giace il corpo d’un bambino | nell’aria perfetta d’un giorno che | ogni nube sgombra. | Solitudine senza carezze | la morte no, non scherma | lo smarrimento d’uno sguardo. | Tra pietre di sabbia e sole | i primi giochi | le prime parole | ora fra grumi dissipati | d’innocenza. | Il rumore sordo dell’onda | nelle voci perdutamente amate | ed il dolore sommerso sale | ed è più amaro nella luce che schiara.

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