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Vaccinazione domiciliare, il Centro di riferimento territoriale ha funzionato

I CdRT sono nati con l’obiettivo di favorire un miglior coordinamento tra l’ATS stessa e i medici di medicina generale a seguito della pandemia da Covid19.

Vaccinazione domiciliare, il Centro di riferimento territoriale ha funzionato
Attualità Treviglio città, 20 Dicembre 2021 ore 09:34

Fine dell'anno, tempo di bilanci anche per l'Ats Bergamo. Lo scorso 17 dicembre l'Agenzia per la tutela della salute di Bergamo ha incontrato i coordinatori del Centro di riferimento territoriale (CdRT) per un momento di confronto sull'esperienza - positiva - della vaccinazione domiciliare.

Una nuova esperienza

“Con questo incontro abbiamo fatto il punto su un’esperienza, quella dei CdRT (centro di riferimento territoriale), nati con l’obiettivo di favorire un miglior coordinamento tra l’ATS stessa e i medici di medicina generale a seguito della pandemia da Covid19 – ha commentato Massimo Giupponi, direttore generale di ATS Bergamo – I CdRT sono previsti da un accordo regionale firmato da Regione Lombardia e dai sindacati dei medici di medicina generale. Hanno iniziato ad operare in periodo di pandemia all’insegna di una modalità di lavoro improntata alla collaborazione, una collaborazione finalizzata a risolvere in tempi stretti le problematiche segnalate dai medici di medicina generale, da loro “riferite” ai 34 coordinatori e da questi “riportate” prontamente ad ATS Bergamo, a tutto vantaggio dei cittadini. Ringrazio quindi i coordinatori che hanno accettato la proposta di essere punto di riferimento per i 34 CdRT e i medici di medicina generale che si sono raccordati per loro tramite con ATS”.

La vaccinazione domiciliare

L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulla vaccinazione domiciliare che sta procedendo bene, con 2.687 somministrazioni di terza dose anti Covid19 effettuate dal 20 settembre al 16 dicembre da parte di 315 medici di medicina generale vaccinatori con 62 tra questi che hanno dato la disponibilità a vaccinare anche i pazienti cosiddetti “orfani” (vale a dire i pazienti il cui medico di medicina generale non effettua la vaccinazione domiciliare). Per quanto riguarda i pediatri di famiglia sono 116 quelli che stanno vaccinando presso i centri vaccinali.