Attualità
Treviglio

Un'anagrafe della fragilità per capire i bisogni degli over 65

La sperimentazione ha coinvolto 93 cittadini trevigliesi residenti in via Cellini.

Un'anagrafe della fragilità per capire i bisogni degli over 65
Attualità Treviglio città, 20 Dicembre 2022 ore 10:04

Si è concluso il progetto “Verso un’anagrafe della fragilità”, finanziato da Ats e promosso sul territorio dell’Ambito di Treviglio da Risorsa Sociale Gera d’Adda in sinergia con il servizio sociale e l’Amministrazione Comunale di Treviglio.

Coinvolti 93 over 65 residenti in via Cellini

Il progetto “Verso un’anagrafe della fragilità”, in questa fase sperimentale, si è rivolto a 93 persone over 65 di Treviglio ubicate in via Cellini, individuate a campione per il progetto e alle quali è stata indirizzata una preventiva lettera d’informazione. L’indagine conoscitiva domiciliare è stata eseguita da un’assistente sociale e da un’educatrice professionale, con esiti interessanti. Molte persone intervistate non erano conosciute dai Servizi Sociali e laddove si è potuto appurare una certa sussistenza di complessità sono state invitate a prendere contatto con i Servizi . L’esito della verifica ha potuto infatti intercettare qualche precoce bisogno e la necessità di richiesta di una forte integrazione con altre figure professionali del territorio e l’opportunità di un maggiore consolidamento del ruolo di “prossimità” del Terzo Settore/volontariato che possa meglio far emergere le criticità quotidiane.

Il ruolo della Case di Comunità

Inoltre, anche attraverso la Casa della Comunità (che aprirà i battenti tra poco) si potranno  evidenziare bisogni a carattere socio-sanitario. Durante l’indagine conoscitiva nessuno tra gli intervistati ha presentato condizioni di grave criticità, tutte le persone intervistate sono state informate sui servizi offerti sia da Risorsa Sociale Gera d’Adda sia dal Comune di Treviglio tramite i Servizi Sociali. Sono emersi casi di grande solitudine a rischio isolamento ma anche altri dove il supporto della rete familiare consente di far fronte, in modo soddisfacente, alle proprie necessità assistenziali. “La fragilità è sempre stata tra gli obiettivi prioritari della nostra Amministrazione - ha spiegato la vicesindaco Pinuccia Prandina - e con l’adesione a questo progetto sperimentale abbiamo dato attuazione alla volontà di migliorare l’attivazione comunitaria finalizzata alla prevenzione, approfondendo anche i segni che potrebbero aver lasciato gli anni bui della pandemia”.

Sostenere gli anziani al proprio domicilio

Una prima ipotesi progettuale potrebbe essere finalizzata a migliorare la qualità della vita quotidiana degli over 65 che più richiedono aiuto e vicinanza. Tra gli obiettivi progettuali che il binomio Risorsa Sociale/Ambito e il Comune di Treviglio hanno individuato per via Cellini appare la necessità di sostenere le persone anziane al proprio domicilio, favorendo e stimolando le capacità relazionali di buon vicinato; monitorare il lato sociale tra le situazioni più gravi o a rischio di alta fragilità; favorire l’attivazione civica a supporto degli altri e della comunità, mettendo a frutto le proprie capacità e competenze in una logica di reciprocità; percepire le funzioni dei Servizi Sociali e delle Assistenti Sociali in un’ottica preventiva e non solo riparativa; divulgare capillarmente le informazioni ai cittadini in merito ai servizi sul territorio.

"Bisogna ripensare i bisogni degli anziani"

“Il progressivo invecchiamento della popolazione impone un inevitabile ripensamento dei bisogni dei cittadini over 65 - ha sottolineato la vicesindaco e assessore ai Servizi alla Persona Pinuccia Prandina - A questo complesso scenario s’inserisce l’altrettanto complesso concetto di “Fragilità”: una condizione non solo clinica ma anche sociale ed economica. Questo primo progetto ci permette di arrivare a una corretta definizione del concetto di “Fragilità” e a una determinazione di possibili interventi a mitigazione della stessa. I risultati dell’indagine progettuale mi hanno soddisfatto per la mancanza di casi “estremi di criticità” e ci sprona a continuare nell’attuazione del nostro programma amministrativo, volto a cambiare paradigma, per cui gli operatori del sociale devono far emergere le problematiche di disagio prima che la situazione degeneri ‘Noi dobbiamo andare da loro’ Porgo un ringraziamento particolare ad ATS Bergamo per aver sostenuto economicamente ‘ l’Anagrafe della Fragilità’ unitamente all’Ambito/Risorsa Sociale per l’accurata stesura del progetto stesso. Conterei di ripetere, contributi permettendo, questa iniziativa in altri quartieri della città e completare una mappatura più ampia a supporto di quelle persone che spontaneamente non si rivolgono ai Servizi Sociali comunali…  magari per vergogna”.

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