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Siccità, è emergenza nella Bassa: -70% di piogge quest'anno. Rischio razionamenti per l'agricoltura

A rischio le colture nelle aree irrigate dal bacino dei fiumi Serio e Brembo. Rischio blackout per le pompe dei pozzi irrigui

Siccità, è emergenza nella Bassa: -70% di piogge quest'anno. Rischio razionamenti per l'agricoltura
Attualità Treviglio città, 21 Maggio 2022 ore 10:14

Siccità, è drammatica la situazione per l'agricoltura della Bassa bergamasca.  L'anno particolarmente secco e la mancanza di accumuli nevosi in montagna hanno creato una sorta di tempesta perfetta ai danni di agricoltori già provati dall'aumento dei costi dell'energia: all'orizzonte, spiega il Consorzio di bonifica della Media pianura bergamasca, ci sono razionamenti dell'acqua ad uso irriguo, per i terreni che utilizzano l'acqua derivata dai fiumi, e possibili black-out delle pompe, per quelli irrigati tramite acqua di falda.

Precipitazioni registrate alla stazione meteorologica di Mozzanica dall'Arpa, da gennaio a maggio, nel 2021 (in blu) e nel 2022 (in rosso)

Precipitazioni ridotte del 70% nella Bassa

I dati sulle precipitazioni, d'altra parte, sono preoccupanti. Nel grafico si riportano le precipitazioni giornaliere, giorno per giorno, dall'inizio di gennaio al 20 maggio di quest'anno, confrontate alle precipitazioni giornaliere dello stesso periodo dello scorso anno. Il saldo del 70% inferiore: da 350 a 100 millimetri in poco meno di cinque mesi.

Coltivazioni a rischio

"La stagione irrigua 2022 è alle porte e, sui comprensori irrigati con acque derivate dai fiumi Serio, Brembo e Cherio, è crisi idrica - comincia così una preoccupante nota del presidente del Consorzio di bonifica Franco Gatti -  Nel comprensorio bergamasco, solo le zone servite da pozzi, attingendo da falda, hanno già attuato le prime irrigazioni di soccorso ai cereali autunno-vernini e per consentire di salvare i seminativi di mais".

La situazione dei fiumi: il Serio

Le portate dei fiumi sono la diretta conseguenza della mancanza di piogge e di innevamento in montagna.  "Sul fiume Serio, nella prima metà del mese di maggio, presso l’opera di presa consortile di Albino, ove si regolano e ripartiscono le competenze delle rogge Serio, Morlana e Borgogna, si sono derivate complessivamente portate medie di circa il 38 % di quelle di concessione - spiega il Consorzio - I temporali pomeridiani dell’ultimo fine settimana in alta valle Seriana, unitamente alle alte temperature, che hanno accelerato il disgelo della poca neve presente in altura, hanno mitigato lievemente la situazione in alcune ore del giorno ma, comunque, nella prima metà della settimana appena passata, le portate derivate non hanno mai superato il 60 % di quelle di concessione".

Il Brembo

Anche lo stato idrologico del fiume Brembo, dal quale il Consorzio deriva le rogge Brembilla, Moschetta, Vignola e Curnino-Ceresino si presenta malconcio. "Nel prima metà di maggio le portate disponibili per la derivazione sono risultate di poco inferiori al 50 % di quelle concesse. Non cambia la situazione Le portate disponibili del fiume Cherio, dal quale si derivano le rogge Bolgare, Gorlaga e Castrina, simili in termini percentuali a quelle del fiume Brembo".

Trend in costante diminuzione

"Purtroppo, nella prossima settimana, non essendo previste al momento variazioni significative del contesto metereologico, per i tre fiumi Serio, Brembo e Cherio si presume un trend delle portate derivabili in costante lieve diminuzione. Se ci riferiamo al mese di maggio degli scorsi tre anni, le portate disponibili nei fiumi erano superiori a quelle di concessione: ci troviamo quindi in una condizione del tutto eccezionalmente drammatica" continua il presidente del Consorzio

Adda e Oglio: riserve al minimo, ma ci sono le dighe

Considerazioni diverse riguardano invece i fiumi Adda e Oglio. Il contesto climatico è stato il medesimo ed anche in questi casi le riserve di neve e dei laghetti alpini sono ai minimi dell’ultimo quindicennio. La presenza dei laghi di Como ed Iseo, con le dighe che li regolano, consente di pianificare con certezza i prelievi nel tempo. Le derivazioni irrigue dell’Adda e dell’Oglio sono al momento chiuse per poter invasare acqua nei rispettivi laghi ed utilizzarla più avanti.

Acqua garantita per l'agricoltura soltanto per un mese

Al momento nei laghi è presente un quantitativo di acqua sufficiente a garantire, in assenza di piogge, derivazioni irrigue al massimo al 60 % ma sufficiente soltanto per 30 giorni. Il Consorzio potrà esercire queste derivazioni da Oglio e Adda solo dal 10 di giugno.

I pozzi consortili della Bassa

Il sistema irriguo dei pozzi consortili, al momento, procede correttamente, "ma sussiste una forte preoccupazione destata dal livello delle falde freatiche, attualmente particolarmente depresse, che potrebbe limitare in futuro gli attingimenti. A questo si deve inoltre aggiungere la dinamica dell’aumento dei costi energetici legata al contesto economico nonché, in generale, sulla difficoltà degli stessi approvvigionamenti energetici".

Razionamenti in vista per i territori irrigati da fiumi

"In conclusione, qualora non vi siano modifiche nell’andamento climatico, l’esercizio irriguo nel mese di giugno potrebbe andare incontro a criticità severe - annuncia infine Gatti - Sui comprensori che utilizzano acqua prelevata da fiume non è da escludersi il razionamento nella distribuzione e turnazioni del funzionamento delle rogge". "Sui pozzi, ed in generale sugli impianti che utilizzano energia elettrica, oltre al già citato aumento dei costi, non sono da escludersi possibili fermi impianti per black out selettivi sulla rete elettrica nazionale".

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