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Testimonianza shock

Sara racconta: "Il mio ex mi ha strangolata, accoltellata e picchiata a sangue. Sono viva per miracolo"

La giovane di Vaprio d'Adda ha raccontato la violenta aggressione subita, ma anche come è riuscita a tornare a vivere.

Sara racconta: "Il mio ex mi ha strangolata, accoltellata e picchiata a sangue. Sono viva per miracolo"
Attualità Cassanese, 13 Marzo 2022 ore 16:24

Viveva il suo rapporto di coppia come fanno in molti, tra alti e bassi. Ma mai si sarebbe immaginata che l'uomo che amava (e diceva di amarla a sua volta) avrebbe potuto accanirsi su di lei con una violenza inaudita. Sara De Concilio, 25enne di Vaprio d'Adda, ha passato l'inferno, ma è riuscita ad andare avanti anche grazie al supporto di amici, familiari, psicologi e avvocati. E ora ha deciso di raccontare la sua storia per cercare di dare coraggio ad altre donne che stanno vivendo situazioni difficili.

Sara, 25 anni, di Vaprio: "Ecco come il mio ex mi ha quasi uccisa"

Come riporta Prima La Martesana, Sara ricorda ancora quella terribile mattina del dicembre 2020 in cui l'uomo con cui viveva a Vaprio d'Adda e con cui aveva avuto un figlio l'aveva strangolata e cercato di ucciderla. Un'efferata aggressione che ha lasciato un segno indelebile nella sua vita, ma che ha trovato il coraggio di raccontare per aiutare altre donne che potrebbero trovarsi in difficoltà o essere vittime di violenza. E ha iniziato a farlo venerdì della scorsa settimana a Cassano d'Adda quando è salita sul palco del TeCa (Teatro Cassanese) per dare voce alle donne vittime di soprusi.

Il suo calvario non è ancora finito

L'ex compagno era stato condannato a undici anni, ma lunedì si terrà l'Appello perché il suo avvocato vuol ottenere le attenuanti generiche che potrebbero ridurre la pena. L'aveva aggredita e strangolata. E quando lei era riuscita a liberarsi l’aveva accoltellata tagliandole la gola, per poi accanirsi sul suo corpo esanime colpendola ripetutamente fino a lasciarla in fin di vita. Ma lei ha dimostrato come si possa continuare a vivere anche dopo.

"Non mi aveva mai messo le mani addosso - ha raccontato - C’erano discussioni, come in ogni coppia, ma solo con il senno di poi mi sono resa conto di aver sottovalutato alcuni segnali. Mi permetto di dare un consiglio: fate attenzione a certe situazioni, cui da innamorati non si dà peso, e cercate di non giustificare sempre il comportamento altrui, come io facevo con chi sollevava dubbi nei suoi confronti".

Sara era rimasta in ospedale diverso tempo prima di riabbracciare il figlio, che all’epoca aveva 18 mesi, e i suoi cari.

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