Cultura

Relazioni al posto di farmaci per uscire dalle dipendenze, il "testamento" di Cerizza

Il formatore caravaggino De Vecchi ha scritto un libro con lo psichiatra ex primario al Santa Marta di Rivolta ideatore di un modello alternativo.

Relazioni al posto di farmaci per uscire dalle dipendenze, il "testamento" di Cerizza
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«Un cambiamento possibile. Il valore delle relazioni e dello sport nel trattamento delle dipendenze». Si intitola così il libro che appare come una sorta di testamento di quello che è stato fatto, di un metodo di lavoro di cui il dottor Giorgio Cerizza ex primario del reparto di Riabilitazione dalle dipendenze del Santa Marta di Rivolta, ha voluto lasciare traccia dietro suggerimento del caravaggino Stefano De Vecchi, formatore e consulente familiare che fu suo primissimo collaboratore in veste di educatore per un paio d’anni in un’esperienza che è andata avanti per tre decenni.

Un libro per combattere le dipendenze

«Mettiamo le persone al posto della sostanza»: questa la frase ispiratrice del percorso terapeutico descritto nel volume. Un percorso diverso e innovativo basato sul principio che nessun farmaco, nessuna sostanza, nessun intervento può offrire quello che una relazione affettiva calda, vicina, attenta e vera è in grado di dare. Nel testo viene inoltre descritto come l'incontro tra il medico ed Emiliano Mondonico, l’indimenticato allenatore rivoltano di Atalanta e Torino, ha permesso di completare in tutte le sue forme questo percorso di recupero nelle tossicodipendenze con lo sport, che mette sul piatto i valori della fatica, dell’attesa, della collaborazione con il compagno e del rispetto dell’avversario, diventando uno strumento fondamentale per la «ricostruzione» dell’uomo.

Un modello di cui lasciare traccia

"Da tempo mi sollecitavano perché scrivessi quello che è stato fatto in 30 anni di esperienza al reparto di Riabilitazione dalle dipendenze di Rivolta - ha spiegato lo psichiatra e psicoterapeuta in pensione oggi consulente allo Smi di Lambrate - ma l’incontro fortuito con Stefano mi ha convinto a farlo e così è nato questo volume. Voleva essere un lascito è invece potrebbe trasformarsi in un progetto perché a Milano sto cercando di ricostituire quel percorso, attraverso l’associazione L’Approdo, l’associazione di Clara Mondonico e la Nazionale Solidale, insieme alla Fondazione Eris".

Un sistema di lavoro che ha salvato dal baratro tantissime persone e nel volume sono presentati sei casi emblematici che l’ex primario ha incontrato nella sua carriera, uomini e donne di diverse età residenti nelle province di Bergamo, Brescia e Cremona che rappresentano le situazioni che possono diventare un terreno fertile per cadere nelle dipendenze da droga, alcol, gioco.

"Ci siamo messi in testa di scriverlo l’anno scorso - ha raccontato De Vecchi - i mi occupo di fare un’analisi di tipo sociale e valoriale. Nel 2001 e 2002 ero uno degli educatori che entrava nella struttura esterna all’ospedale di Rivolta dove alcuni ragazzi vivevano, appartamenti protetti. La prefazione è di don Gino Rigoldi e della figlia di Mondonico, Clara. Un libro piuttosto breve ma denso, che Inizieremo a presentare a Milano e Crema, e poi saremo a Rivolta, probabilmente Martinengo a breve".

Caravaggio non potrà mancare.

"L’idea è di sponsorizzare il modello che Cerizza ha ideato - ha concluso - Il volume si rivolge agli operatori che si occupano del trattamento delle dipendenze ma anche agli operatori sportivi".

Ma sarà sicuramente utile a quanti stanno vivendo situazioni problematiche e a quanti stanno loro vicino.

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