Calcio

Quel magico 11 luglio di 39 anni fa. Pronti al bis?

 Italia e Inghilterra saranno una di fronte all’altra a contendersi l’Europeo 2021 domani,  domenica 11 luglio. Una data storica...

Quel magico 11 luglio di 39 anni fa. Pronti al bis?
Attualità Treviglio città, 10 Luglio 2021 ore 12:54

Italia e Inghilterra saranno una di fronte all’altra a contendersi l’Europeo 2021 domani,  domenica 11 luglio, sul prato verde dello stadio Wembley a Londra. Un appuntamento con la storia per gli azzurri, che hanno alzato la coppa continentale per l’ultima volta nel 1968, in un giorno, l’11 luglio, che per l’Italia del pallone è entrato negli annali della storia 39 anni fa.

L'anno dei mondiali

Era l’anno dei Mondiali, quelli di Spagna 1982, e la calda estate italiana si preparava a ribollire di gioia. In terra iberica gli azzurri del Commissario tecnico Enzo Bearzot vi erano arrivati tra le polemiche e con un «silenzio stampa» che celava i malumori tra il gruppo e la stampa nazionale. Sul campo, poi, nel girone eliminatorio la squadra di capitan Dino Zoff non aveva di certo impressionato, raggranellando tre pareggi: 0-0 all’esordio con la Polonia, 1-1 contro il Perù (gol di Bruno Conti) e 1-1 nella terza sfida contro il Camerun (rete di Francesco «Ciccio» Graziani). Passata come seconda, l’Italia finì nel girone di seconda fase più difficile: da affrontare c’erano l’Argentina di Diego Armando Maradona e il Brasile zeppo di campioni che spopolavano nel campionato italiano e, nei pronostici, gli azzurri erano dati per spacciati. Contro tutti e tutto, però, l’Italia sfoderò due grandissime partite, superando prima l’«Albiceleste» 2-1 con i gol di Antonio Cabrini e Marco Tardelli e poi i «Carioca» 3-2 in una partita epica con la tripletta di Paolo Rossi, «Pablito», ad annichilire i verdeoro, fermati nel tentativo di pareggiare da una parata sulla linea del capitano Zoff.

Da quel momento in poi l’Italia, che aveva compiuto l’impresa di eliminare due delle favorite per vincere il Mondiale, è entrata nei cuori di un’intera nazione che hanno iniziato a palpitare all’unisono. Chi scrive allora aveva 9 anni e una passione per il calcio «sopita»: sino ad allora. Perché dalla semifinale vinta 2-0 contro la Polonia - castigata da «Pablito» Rossi - è stato naturale farsi trascinare dall’onda dell’entusiasmo fatta di bandiere tricolore impazzite per le strade, cori di festa sino a tarda ora con il sogno, coccolato, di alzare al cielo la Coppa del Mondo. E si arrivò all’11 luglio, allo stadio «Santiago Bernabeu» di Madrid davanti a 90mila spettatori. L’Italia affrontava la Germania Ovest del «kaiser» Karl-Heinz Rummenigge e con tre reti firmate da Rossi (capocannoniere del Mondiale), Tardelli e Alessandro «Spillo» Altobelli - Paul Breitner siglò la rete del 3-1 finale - stese i tedeschi e si laureò Campione del Mondo per la terza volta nella storia dopo le vittorie nel ‘34 e nel ‘38... e, guarda caso, anche allora quel giorno, storico, era una domenica.

Stefano Rivoltella