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Premiazioni delle astinenze dell'associazione L'approdo

Il dottor Giorgio Cerizza ha consegnato una trentina di attestati

Premiazioni delle astinenze dell'associazione L'approdo
Attualità Cremasco, 20 Novembre 2021 ore 13:00

Premiare le persone che sono state capaci di ricostruirsi una vita. Per questo venerdì 19 novembre si sono svolte al cinema "Vittoria" di Spino d'Adda le premiazioni delle astinenze dei pazienti dell'associazione "L'approdo".

Cerimonia presentata dal dottor Cerizza

Ospiti della serata, presentata dal dottor Giorgio Cerizza, storico direttore dell’unità operativa di Riabilitazione dalle dipendenze dell’ospedale rivoltano Santa Marta, i sindaci di Spino d'Adda e Pandino Enzo Galbiati e Piergiacomo Bonaventi.

"Mi piacerebbe regalarvi un augurio utilizzando tre parole: orgoglio, cammino e condivisione - ha esordito il sindaco di Spino d'Adda - In primis vorrei condividere, a nome di tutti gli spinesi, il nostro orgoglio per aver scelto Spino d'Adda come luogo per un evento così importante. È un onore avervi qui oggi. Ma l'orgoglio più importante è il vostro, quello di tutti voi che questa sera sarete premiati per l'impegno che avete messo in questo percorso. A proposito di percorso non posso non ammirare il difficile cammino che vi ha portato fino a qui questa sera. Un cammino che immagino avrà incontrato diversi ostacoli, difficoltà e dubbi che però, grazie al vostro coraggio e alla vostra forza, avete saputo affrontare e fin qui superare nel migliore dei modi, complimenti. Condivisione: infine mi riferisco a tutti voi che siete qui quest'oggi. A chi il cammino lo ha iniziato anni fa e a chi sta muovendo i primi passi, a chi è inciampato e a chi ha avuto la forza di rialzarsi. Non sentitevi mai soli in questo cammino ma abbiate la forza di condividere il vostro tempo, i vostri vissuti, le vostre cadute e la vostra volontà di rialzarvi. Condividete il vostro aiuto verso gli altri e le vostre richieste di aiuto agli altri perché una roccia a cui aggrapparci nei momenti di difficoltà ci può rendere il cammino meno tortuoso".

Dopo Galbiati, ha parlato il sindaco Bonaventi.

"La vita è una sfida per tutti noi, ma a volte ci sono degli intoppi - ha detto il primo cittadino pandinese - Tuttavia, quando ci sono, gli ostacoli si possono superare. Ho partecipato anche all'evento estivo organizzato qui a Spino, in Cascina Carlotta, da L'Approdo (la 'Festa analcolica' - ndr) e vedendo le famiglie e i giovani che ce l'hanno fatta a superare queste sfide mi si è riempito il cuore di gioia. Io non credo a chi parla di gioventù bruciata. Io credo nei giovani e solo credendo in loro possiamo avere un futuro davanti"

Le storie di chi ce l'ha fatta

Dopo l'intermezzo musicale a cura del pianista Marco Gamberini, il primo gruppo di astinenti ha raggiunto il palco per raccontare le proprie storie, fra soddisfazioni e ricadute, ringraziando dottori, infermieri e personale de "L'approdo", che li hanno aiutati a guadagnare l'uscita dal proprio tunnel personale e a raggiungere la tanto agognata astinenza.
Percorsi e fatiche diverse: i cammini di ex alcolisti, cocainomani, ludopatici e assuntori di cannabis che hanno trovato dentro di loro la forza di ricostruire la propria vita e testimoniarlo di fronte al pubblico senza vergogna.

Premiazioni delle astinenze

Dopo aver ripercorso i propri cammini, i partecipanti sono stati premiati con la consegna degli attestati recanti gli anni di astinenza.
Dopo la cerimonia, il gruppo teatrale "Brain at work" diretto da Sarah Carfi ha messo in scena una rappresentazione nel tentativo di sondare i meandri della dipendenza, allo scopo di spiegarla al pubblico.

La dedica finale

La serata è proseguita ospitando altri due gruppi di astinenti, premiati per l'occasione, e un'altra performance della compagnia teatrale, quindi la parola è passata al dottor Cerizza per i saluti finali.

"Ascoltandovi, questa sera ho ricevuto dei regali che non posso aggettivare - ha detto - Mi avete dato la ragione di continuare, di esserci. Vedere voi mi fa dire: il futuro c'è. Comunque andrà, un futuro c'è. E dopo questi regali vorrei farvene uno. Forse non è grande come quello che voi avete fatto a me, ma ho pensato di dedicarvi una delle poesie più belle che ho avuto la fortuna di leggere"

Il componimento in questione è "Se", una poesia di natura educativa scritta nel 1895 dall'inglese Joseph Rudyard Kipling, che parla di come crescere e diventare uomini, scelta dal dottore per concludere le premiazioni delle astinenze.

"Se riuscirai a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno una colpa.
Se riuscirai a avere fiducia in te quando tutti ne dubitano,
ma anche a tener conto del dubbio.
Se riuscirai ad aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con la calunnia,
O essendo odiato a non lasciarti prendere dall'odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

Se riuscirai a sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se riuscirai a pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se riuscirai a confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
distorta dai furfanti per ingannare gli sciocchi,
o a vedere le cose per cui hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con strumenti ormai logori.

Se riuscirai a fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se riuscirai a costringere cuore, nervi e tendini
a servire il tuo traguardo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non resta altro
se non la Volontà che dice loro: "Tenete duro!"

Se riuscirai a parlare alla folla e a conservare la tua virtù,
O passeggiare con i Re, senza perdere il senso comune,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se riuscirai a riempire l’inesorabile minuto
Con un istante del valore di sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!"