Sanità

Medicina territoriale: Regione Lombardia risponde al vicesindaco di Torlino

Accolte le sollecitazioni presenti nella lettera inviata a giugno da Figoni

Medicina territoriale: Regione Lombardia risponde al vicesindaco di Torlino
Attualità Cremasco, 09 Agosto 2021 ore 09:00

Rafforzamento della medicina territoriale: Regione Lombardia risponde alla lettera del vicesindaco di Torlino Vimercati Giuseppe Figoni.

Potenziare la medicina territoriale

A scrivere, è la direttrice del dipartimento PAAPSS, la dottoressa Mara Chiara Martinelli.

"Nell'attuale contesto contingente che vede l'ATS della Val Padana impegnata nella costruzione del progetto per la strutturazione della rete territoriale secondo i principi e le finalità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in raccordo con le ASST e attraverso la concertazione con gli interlocutori locali, il contributo offerto attraverso le sollecitazioni e i suggerimenti pervenuti viene accolto con massima attenzione, nella logica dell'ascolto e della condivisione degli orientamenti progettuali con tutti gli stakeholder del territorio - si legge nella lettera - In tal senso, gli spunti proposti nella nota in oggetto sono già all'attenzione del gruppo di lavoro dedicato di ATS che, d'intesa con le ASST, gli Enti locali ed altri soggetti del territorio, sta sviluppando gli atti di programmazione. Si evidenzia, peraltro, a titolo esemplificativo, che le sedi di Crema, Soresina e Rivolta d'Adda, indicate come oggetto di attenzione dal vicesindaco del Comune di Torino Vimercati, risultano già presenti nelle prime ipotesi progettuali per l'allocazione dei nuovi modelli delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità".

La lettera di Figoni

A fine giugno, il vicesindaco di Torlino Vimercati aveva inviato una lettera all'assessore regionale al Welfare Letizia Moratti contenente una serie di riflessioni sull'organizzazione della medicina territoriale.

"È impellente la necessità di un cambiamento fondato su nuovi modelli di servizi territoriali che portino al riassetto delle cure primarie - scriveva Figoni - Dopo tante parole spese sul tema durante la fase di emergenza sanitaria, il rischio è che ora nulla cambi e rimanga senza risposta l’esigenza di una nuova organizzazione della medicina del territorio, che preveda l’integrazione ospedale-territorio attraverso gli interventi domiciliari socio-sanitari, il potenziamento dei servizi di residenzialità assistita e di sanità territoriale e domiciliare".

I presidi di Crema, Rivolta e Soresina

Come ripreso dalla direttrice del dipartimento PAAPSS Mara Chiara Martinelli, Figoni sosteneva che:

"Dovrebbero essere recuperati i presidi sanitari minori, come l’ospedale di Rivolta d'Adda, di Soresina, di Crema - continuava la lettera - È necessario aumentare il numero dei posti letto di terapia intensiva a disposizione. Occorre creare centri decentrati per visite, diagnostica e prestazioni infermieristiche. Questi interventi consentirebbero di decongestionare gli ospedali e ridurre i tempi di attesa. Bisogna porre rimedio alla oramai cronica insufficienza dei medici di base per evitare che i pazienti diventino solo un numero e si affollino presso i Pronto soccorso per ottenere legittime risposte al proprio bisogno di cure"