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L'Odissea diventa donna per dire no alla violenza

A Calcio Marta Ossoli ha rivisitato il classico delle letteratura in chiave femminile in occasione della giornata internazionale contro la violenza.

L'Odissea diventa donna per dire no alla violenza
Attualità Bassa orientale, 27 Novembre 2022 ore 09:12

A Calcio Marta Ossoli ha rivisitato il classico delle letteratura in chiave femminile in occasione della giornata internazionale contro la violenza.

L’Odissea diventa donna

Una rappresentazione teatrale per celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, quella che è andata in scena venerdì, al cinema Astra alle 20.45 a Calcio. Il titolo della rappresentazione , «L’altra metà del mare : le donne e l’Odissea» ha rivisitato l'opera millenaria di Omero, ridefinendo i ruoli dei protagonisti e focalizzando l'attenzione sulle donne presenti nelle avventure di Ulisse.

Marta Ossoli

L’interprete Marta Ossoli ha incantato il pubblico presente con la sua voce magica, accompagnata al violino da Silvia Mangiarotti. "L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo- afferma il vice sindaco Giuseppe Cigognani, riprendendo le parole della protagonista e promotore dell’evento - è la storia d’amore di molte donne. Innanzitutto c’è lei, Elena, il cui amore non corrisposto per Ulisse è causa di guerra e sciagura per tutti i greci, senza la quale l’Odissea non sarebbe esistita. Poi c’è Circe dominatrice, la maga che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri: l’uomo dal multiforme ingegno.  C’è Calipso, ninfa possessiva che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. E poi Nausicaa, principessa sognatrice immatura ma potente, che lo desidera come marito ma non osa nemmeno toccarlo".

Ridefinizione dei protagonisti

"E naturalmente c’è lei, Penelope -conclude Cigognani- la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà. «In questo spettacolo, sono queste donne a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte" .

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