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Ciserano

La sfida delle Comunità energetiche: "E’ il futuro, vogliamo esserne pionieri"

Martedì sera al Centro civico un incontro informativo con Sun Fai e Dess per conoscere da vicino la vera sfida del futuro.

La sfida delle Comunità energetiche: "E’ il futuro, vogliamo esserne pionieri"
Attualità Media pianura, 08 Dicembre 2022 ore 15:45

Mettere in comune - letteralmente - l’energia per inquinare meno, contenere i costi e combattere la povertà energetica. "Questo è senz’altro il futuro e noi vogliamo esserne pionieri", ha commentato il sindaco di Ciserano Caterina Vitali al termine della serata informativa che martedì ha acceso i riflettori sul tema, sempre più attuale, delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer).

Comunità energetiche rinnovabili: cosa sono?

Un incontro, che ha visto una partecipazione interessata, a cui hanno preso parte anche Matteo Rossi, per il Dess, il Distretto dell’economia sociale e solidale del territorio bergamasco e Francesco Crivena per la Sun Fai, una cooperativa energetica non a scopo di lucro, che si impegna nella produzione di energia sostenibile, da fonti rinnovabili.
Una partita, quella delle Cer, che il Comune vuole assolutamente vincere. Ma per capirne i vantaggi (di svantaggi ancora non ne sono stati evidenziati, ndr) è necessario comprendere la natura di queste nuove comunità energetiche.

Si tratta, nella pratica, di un soggetto giuridico che riunisce persone al fine di autoconsumare l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Grazie all’aiuto delle moderne tecnologie è possibile far comunicare utenze diverse di accumulo e di produzione. Inoltre, chiunque può unirsi, pubblico e privato possono convivere e trarne lo stesso beneficio.

L'appello alle piccole e medie imprese

"La nostra intenzione è quella di porci come promotori della nascita di una Cer - ha sottolineato Vitali - Per questo, oltre all’incontro informativo di martedì, abbiamo scritto alle piccole e medie imprese del territorio per far conoscere loro questa opportunità e sondarne l’interesse".

Alla Cer possono partecipare enti, come Comune e parrocchia, associazioni, piccole e medie imprese e privati, insomma chiunque sia dotato di un Pod. Sul territorio, poi, i cosiddetti "prosumer", ovvero coloro che come destinatati di beni e di servizi non si limitano al ruolo passivo di consumatore, ma partecipano attivamente alle diverse fasi del processo produttivo, mettono "in rete" l’energia prodotta e non autoconsumata che può essere così consumata da altri soggetti che fanno parte della stessa comunità.

Vantaggi ambientali ed economici

L’energia prodotta e consumata da altri viene poi conteggiata in megawatt e viene erogato un contributo pari a 118 euro a megawatt.

"Si tratta di un’opportunità che non conosce svantaggi perché non impedisce nemmeno di usufruire dei bonus energetici già esistenti - ha evidenziato Vitali - Il nostro obiettivo primario ora è costituire una Cer rispondendo alla manifestazione d’interesse promossa da Regione Lombardia, essere quindi i pionieri di questa rivoluzione che porterà vantaggi ambientali, economici e sociali. L’interesse c’è, ora bisogna mettersi al lavoro".

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