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Evento storico

La Polizia di Stato festeggia il 170esimo anniversario: la cerimonia per la prima volta a Treviglio

L'appuntamento sarà per martedì 12 aprile alle 10 con la messa solenne che verrà celebrata in Santuario. A seguire la cerimonia al Teatro Filodrammatici.

La Polizia di Stato festeggia il 170esimo anniversario: la cerimonia per la prima volta a Treviglio
Attualità Treviglio città, 08 Aprile 2022 ore 16:54

Per Treviglio il 2022 sarà un anno storico. Sotto tanti e diversi punti di vista. Non solo quello religioso, con il 500esimo anniversario del Miracolo della Madonna delle Lacrime, ma anche civile e culturale. Ne è un esempio, il prossimo martedì, la celebrazione di un altro importante anniversario: i 170 anni della Polizia di Stato che per la prima volta non verrà celebrato a Bergamo, bensì proprio a Treviglio.

I 170 anni della Polizia di Stato a Treviglio

L'appuntamento sarà per martedì 12 aprile alle 10 con la messa solenne che verrà celebrata in Santuario a cui seguirà, alle 11, la cerimonia prevista all'interno del Teatro Filodrammatici. Sul piazzale del Santuario, invece, si potranno visitare gli stand delle varie specialità della Polizia di Stato.

Alla cerimonia, che appunto per la prima volta lascia il capoluogo per abbracciare la "capitale della Bassa", parteciperanno le autorità provinciali.

La storia della Polizia di Stato

Il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza alle dirette dipendenze dell'Autorità di P.S. è nato nel 1852 per far fronte alle crescenti esigenze di ordine pubblico, dovute anche agli esiti della prima Guerra d'Indipendenza. Si tratta di un Corpo militarmente organizzato, unico esempio nell'Europa del tempo.

Tra i primi Capi della Polizia, allora direttori dei servizi di polizia, c’è anche un bergamasco. Dal 1879, infatti, Giovanni Bolis, nato a Caprino bergamasco nel 1831, guida la Polizia, segnando una fase importante nella storia della stessa: riorganizza l’amministrazione centrale in due divisioni (una per la polizia giudiziaria e amministrativa, l’altra per il personale), creando un ufficio di polizia al quale affidare la tutela dell’ordine pubblico, la prevenzione e repressione dei reati politici, il coordinamento del controllo sull’attività dei partiti, delle associazioni, della stampa, la sorveglianza sulle persone sospette e sugli stranieri. Istituisce anche un servizio di polizia internazionale, in collaborazione con il Ministero degli Esteri.

Le tensioni sociali che caratterizzano il periodo immediatamente successivo alla prima guerra mondiale imposero la previsione di una forza di Polizia facente parte delle forze armate dello Stato con speciali compiti di tutela dell’ordine Pubblico. È così che nel 1919 nasce la Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza con cui per la prima volta viene adottata, quale emblema caratteristico, l’aquila d’oro ad ali spiegate, antico retaggio di regalità e virtù militare, che da quel momento accompagnerà le vicende della Polizia, adeguandosi al mutare degli assetti, delle denominazioni e degli ordinamenti.

Con l'avvento della Repubblica la Polizia diviene strumento di garanzia della nascente democrazia e contribuisce notevolmente al ristabilimento della legalità. Seguendo le precedenti esperienze degli inizi del '900, si istituiscono le Specialità di Polizia: Ferroviaria, Stradale, di Frontiera (marittima, terrestre e aerea) e Postale. Nel 1959 un nuovo fattore di progresso è l'istituzione della Polizia Femminile. Il progressivo consolidarsi dello Stato di diritto ha nella Polizia un valido strumento di garanzia e controllo della legalità. A cavallo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso, forti tensioni sociali e politiche seguono al boom economico del paese. La Polizia si dota di mezzi più rispondenti ai tempi e alle mutate necessità

Ormai a democrazia matura, il paese ha bisogno di una Polizia organizzata al contesto europeo. Ecco che la legge 1 aprile 1981 n. 121 sopprime il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e istituisce l’attuale Polizia di Stato. Tra le novità più significative, l’accesso delle donne a tutti i ruoli con parità di diritti e progressione in carriera, nonché la rappresentanza sindacale del personale. Un cammino lungo, segnato da tante tappe, una tre le ultime l’adozione dei nuovi distintivi di qualifica nel 2019, stesso anno in cui ricorre il centenario della fondazione della Questura di Bergamo.

 

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