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Intercultura, Elisa e Valentina raccontano la loro vita all'estero grazie alla borsa di studio

Ultimi giorni (fino al 10 novembre) per iscriversi alle selezioni di Intercultura per i programmi all’estero e le borse di studio dell’anno scolastico 2022-23.

Intercultura, Elisa e Valentina raccontano la loro vita all'estero grazie alla borsa di studio
Attualità Treviglio città, 02 Novembre 2021 ore 16:53

Intercultura, con le borse di studio opportunità all'estero per tanti giovani. Ultimi giorni (fino al 10 novembre) per iscriversi alle selezioni di Intercultura per i programmi all’estero e le borse di studio dell’anno scolastico 2022-23. I programmi dell’Associazione senza fini di lucro, che dal 1955 opera in Italia e in tutto il mondo attraverso la rete AFS Intercultural Programs, sono rivolti a ragazzi nati prioritariamente tra il 1 luglio 2004 e il 31 agosto 2007 e consentono di frequentare una scuola locale e di vivere insieme a una famiglia selezionata.

Bando con Intercultura

Anche per quest’anno il bando di concorso prevede che gli studenti che necessitano di un sostegno economico possano usufruire di una delle centinaia di borse di studio totali o parziali messe a disposizione da Intercultura attraverso il proprio fondo dedicato a questo scopo. In aggiunta, sono disponibili altre centinaia di borse di studio grazie alle donazioni di numerosi enti, aziende e fondazioni.

Da Treviglio partiti otto studenti

Il numero di iscritti al bando di concorso è il 15% in più rispetto al 2019, ovvero prima dello scoppio della pandemia e Intercultura prevede più di 6000 iscrizioni alla scadenza del concorso il 10 novembre. Considerando le partenze già avvenute nel corso dell’estate e quelle in programma a gennaio per i programmi semestrali, Intercultura stima che in totale saranno 1.300 gli studenti partiti in questo anno scolastico con i suoi programmi (la maggior parte è già all’estero).
Dalla zona di Treviglio sono partiti nel corso dell’estate 8 studenti per le più svariate destinazioni: Irlanda, Stati Uniti, Uruguay, Spagna, Francia e Canada.

L'importanza dell'esperienza all'estero

Per questi adolescenti trascorrere un periodo all’estero, è un’esperienza unica, una fonte di crescita personale che lascia un impareggiabile vantaggio nell’affrontare le sfide umane e professionali di domani. I risultati a livello scolastico e lavorativo sono tangibili: Il 70% degli ex-partecipanti a un programma di Intercultura è laureato (il 16% ha anche un master-post laurea; il 6% ha conseguito un dottorato di ricerca) e un ulteriore 20% sta studiando per conseguire una laurea.

Cinque studenti nelle scuole di Treviglio e Caravaggio

Infine, oltre 300 giovani studenti di tutto il mondo sono giunti nel Paese a partire dallo scorso settembre, accolti da una famiglia e da una scuola locali. La proposta di Intercultura si rivolge infatti non solo agli studenti, ma anche alle famiglie e alle scuole che desiderano vivere un’esperienza di apertura internazionale, pur rimanendo in Italia. A Treviglio e paesi limitrofi, sono arrivati 5 studenti per trascorrere un programma annuale: Taiki dal Giappone e Bambam dalla Thailandia frequentano l’Oberdan, Miki dalla Groenlandia frequenta l’Archimede, Eva-Lotta dalla Germania il Galilei, e Florencia dal Cile lo Zenale.

Storie di Intercultura

Elisa e Valentina sono due ragazze che hanno tanta voglia di riprendersi la vita e ricominciare a scoprire il mondo, lasciando alle spalle le varie chiusure causate dalla pandemia. Due ragazze che insieme a molti ragazzi italiani stanno frequentando il loro quarto anno di scuola superiore all’estero.

Elisa Berva

"Sono Elisa Berva (con una borsa di studio INPS) e frequento il liceo delle scienze umane all'istituto G. Oberdan. Da circa tre mesi mi trovo in Arizona, Stati Uniti, per frequentare un anno scolastico all'estero. L'esperienza che sto vivendo può essere riassunta con la parola "scoperta" perché ogni giorno imparo nuove cose riguardanti la cultura americana, dai costumi allo slang. Appena arrivata in Arizona la prima cosa di cui mi sono accorta è di quanto qui tutto sia grande. Le strade, le macchine, il cibo: quando sono andata in un ristorante e ho ordinato un'insalata mi hanno portato un piatto enorme. Sono davvero grata di stare vivendo questa esperienza, perché alla fine di essa sarò una persona più matura e indipendente, conoscerò un'altra lingua e avrò sempre nel cuore la mia vita in America".

Valentina Segala

"Ciao a tutti, mi chiamo Valentina Segala, (con una borsa della Fondazione Pesenti) ho 17 anni e frequento il Liceo Linguistico Simone Weil a Treviglio. Sto trascorrendo il mio anno all'estero in Francia, precisamente a Bourges. Sono partita a inizio settembre e resterò qua per 10 mesi. Una parola per descrivere la mia esperienza? Imprevedibile. Ogni giorno in più che passo qua, mi sto abituando a questa nuova vita. Non sempre è semplice, però ora che sono da quasi due mesi qui, mi rendo conto che la decisione di partire è stata veramente la migliore. La mia famiglia ospitante è gentilissima e accogliente; grazie al Lycée e al fatto di giocare a pallavolo in una squadra mi sto integrando e mi sto rendendo conto di alcune piccole differenze che ci sono fra la Francia e l’Italia. Sicuramente la più grande differenza è la scuola. Qui in Francia, oltre alle giornate molto lunghe (certi giorni dalle 8 alle 18), fanno moltissime compositions. Non importa quale materia sia, per le verifiche non basterà studiare gli appunti, ma dovrai sempre riflettere un po’ e metterci del tuo. Seppur molto faticoso, trovo che sia veramente utile e stimolante. Sicuramente, una volta tornata in Italia, mi renderò conto di essere cambiata e avrò conosciuto dei lati di me che finora non avevo potuto conoscere. Tornerò più indipendente, più matura e con una visione del mondo diversa".