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Verdello

Il "modello bergamasco" inaugura in anticipo la nuova tangenziale di Verdello

Attesa da vent'anni, questa mattina il taglio del nastro ufficiale e il via al cantiere per il secondo lotto.

Attualità Media pianura, 27 Dicembre 2022 ore 13:26

Un modello, quello bergamasco, da seguire e da esportare in tutta Italia. Sì, perché è davvero raro che un'opera venga consegnata alla cittadinanza in anticipo di quasi due mesi. Eppure questa mattina, a Verdello, si è tenuto il taglio del nastro di una delle opere viabilistiche più attese degli ultimi vent'anni alla presenza, tra gli altri, anche del vicepremier Matteo Salvini e del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli.

Inaugurata la tangenziale di Verdello

Annunciata ma poi sempre rimandata, con risorse da trovare e la burocrazia che rallenta. A vincere, alla fine, è stata la caparbietà delle Amministrazioni che non hanno mai rinunciato a veder realizzato il sogno di una tangenziale in grado di liberare, finalmente, il centro del paese dal traffico - soprattutto quello pesante - e di evitare le lunghe code ben conosciute dagli automobilisti.

Ma, questa mattina, al centro sportivo di via Andreoletti, non si è solamente inaugurata una strada, ma è stata l'occasione per discutere in modo più ampio della viabilità della Bergamasca: il collegamento tra il capoluogo e la pianura, l'idea della nuova Cremasca proposta dall'onorevole Alessandro Sorte, il potenziamento della viabilità della parte orientale che fa i conti con lo sviluppo imponente della logistica, la Pedemontana e le opere previste per le Olimpiadi 2026.

"O era questa tangenziale o nessuna tangenziale"

A fare gli onori di casa, dopo l'introduzione del presidente di Cal Cristiana Molin e dell'Ad di Cal Gianantonio Arnoldi, è stato il sindaco di Verdello Fabio Mossali che ha ricostruito il lungo iter che ha portato alla realizzazione della tangenziale.

"La bergamasca è un territorio ricco, vivacissimo ma congestionato, negli anni si sono succeduti progetti diversi e soluzioni inconciliabili, ma non si può discutere per sempre. Una dozzina d'anni fa la precedente Amministrazione, a cui do il merito, sposa un progetto che in prima istanza si configurava come comunale, ma procedendo risultava presto evidente l'insostenibilità economica di un'opera pubblica di tale portata per il solo comune di Verdello. Una strada dove al giorno transitavano più di ventimila veicoli dal funesto semaforo di via Roma. Fu l'allora assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte a toccare con mano, in un'assemblea pubblica, quanto fossero esasperati i verdellesi a fronte di un'opera annunciata infinite volte e pareva non partire mai".

Dopo diversi stop e problemi che alcune volte avevano fatto temere il peggio l'Amministrazione, insieme alla Provincia di Bergamo - presente questa mattina il presidente Pasquale Gandolfi - e Regione Lombardia con l'assessore alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi è riuscita a ottenere tutto ciò che serviva per realizzarla.

"Ad un certo punto è stato chiaro che o era questa tangenziale o era nessuna tangenziale - ha proseguito Mossali - Convincere Regione su quanto fossimo determinati non era scontato, ma rinunciare a quest'opera sarebbe stato inaccettabile".

Ridiamo sicurezza e velocità

Emozionata nel ripercorrere tutta la strada fatta in questa anni è anche l'assessore regionale Terzi che da quel "funesto semaforo" era passata tante volte.

"Mi dicevo che era una situazione inaccettabile - ha detto - con queste soluzioni mettiamo finalmente in sicurezza gli abitati che devono ritrovare il loro equilibrio e non devono più subire il traffico e consentiamo a persone e merci di muoversi in velocità e sicurezza".

Sorte e il grazie a Maroni

L'onorevole Alessandro Sorte, che fin dal principio prese a cuore la realizzazione dell'opera, si è detto commosso ricordando tra l'altro il contributo dell'ex presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni recentemente scomparso a cui vorrebbe che fosse dedicata la nuova tangenziale.

"Ricordo quel giorno come fosse ieri - ha raccontato - Era stato varato il Patto della Lombardia, ma la variante era rimasta fuori. Io e Claudia abbiamo fermato il presidente Maroni per dirgli che non saremmo tornati sul territorio per dire che la variante non si faceva. Ne seguì una lunga discussione che portò ai primi 8 milioni stanziati per l'opera, abbiamo avuto la fortuna di avere un presidente sopra le parti in grado di capire che l'opera era davvero sentita sul territorio".

E per la nuova Cremasca: "Ministro, lavoriamoci insieme"

E poi torna alla carica, parlando direttamente al Ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, seduto in prima fila.

"Non posso non sfruttare la presenza del Ministro per rilanciare - ha continuato - Abbiamo una grande opportunità, ci sono ancora importanti opere da realizzare: a est dove si sviluppa una parte importante dell'economia, l'aeroporto, i grandi insediamenti arrivati grazie alla Brebemi, perché le infrastrutture facilitano lo spostamento di persone e merci. Ma il cambiamento va gestito. E ce n'è una che ho nel cuore, la nuova cremasca, la tangenziale di Urgnano e di Cologno, che portando fuori il traffico porterebbe benefici al territorio creando anche un nuovo collegamento nord-sud nella provincia. E' un'opera che costa poco, ministro, lavoriamoci insieme".

"Il modello Bergamo me lo porto in tutta Italia"

A chiudere il Ministro Matteo Salvini che ha sottolineato come il "modello Bergamo" funziona e potrebbe essere importato su molte altre opere.

"Non mi era mai capitato di vedere un'opera finita in anticipo - ha detto - Il merito è di quelle persone con i gilet arancioni (indicandoli nel pubblico) che hanno reso possibile la realizzazione di questa strada. La burocrazia è ancora troppo lunga, qualcosa nella normativa non funziona: nella mia proposta per il nuovo Codice degli appalti si va a tagliare tutti queste lungaggini".

Le immagini della mattinata

Il corteo, aperto dalla banda, con la presenza di autorità civili e militari si è poi portato alla rotatoria dove si è tenuta la benedizione impartita da don Lucio Carminati e un doppio taglio del nastro: il primo tratto, aperto già da martedì, e il secondo lotto i cui lavori partiranno a breve e che dovrebbero concludersi entro la fine del 2023.

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