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Il futuro dell'ospedale di Romano

Il direttore generale di Asst Bergamo Ovest, Peter Assembergs ha an nunciato investimenti e assunzioni per la struttura sanitaria della Bassa orientale.

Il futuro dell'ospedale di Romano
Attualità Romanese, 30 Luglio 2022 ore 08:57

Il direttore generale di Asst Bergamo Ovest, Peter Assembergs ha an nunciato investimenti e assunzioni per la struttura sanitaria della Bassa orientale.

Quale sarà il futuro dell’ospedale?

C’è tanta preoccupazione in città per la sorte dell'Ospedale SS Trinità. Voci diffuse da tempo, infatti, annunciano un ridimensionamento che parrebbe sia in procinto di essere approvato dall'Asst Bergamo Ovest. Un dimezzamento del personale per l’esattezza che ha provocato allarmismo tra la cittadinanza. Voci che hanno raggiunto gli ambienti amministrativi istituzionali del Comune. A muoversi, per primo, è stato il Consiglio comunale che ha invitato per un confronto il direttore generale Peter Assembergs che ha accettato e mercoledì sera ha chiarito i piani aziendali per l'ospedale di Romano.«Nessun taglio, anzi potenzieremo l’ospedale di Romano, assisteremo al “Rinascimento” della sanità territoriale». Questa è stata la premessa incoraggiante del direttore e che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i presenti.

La riforma sanitaria regionale

L’ospedale di Romano, infatti, come tutte le strutture della Lombardia verrà incluso nella riforma sanitaria voluta da Regione.Nella riforma sanitaria viene previsto un distretto ogni 100mila abitanti (20mila per le aree montane) che avrà a capo un direttore. Il distretto consiste in strutture che erogheranno prestazioni sul territorio come poliambulatori, ospedali di comunità e le centrali operative territoriali. Il compito dei distretti sarà quello di valutare il bisogno locale, fare programmazione e realizzare l’integrazione dei professionisti sanitari. Le strutture sanitarie territoriali consisteranno in case della comunità, centrali operative territoriali (una per ogni distretto), e ospedali di comunità. Vengono istituite le Case della comunità, ovvero delle strutture composte da team multidisciplinari composti da pediatri di libera scelta, medici di base, infermieri e assistenti sociali. Saranno 203 su tutto il territorio lombardo e saranno il punto di riferimento dei malati cronici.Ci sono poi gli ospedali di comunità (che saranno 60) che sostituiscono quelli che fino adesso sono stati i Pot (presidio ospedaliero territoriale). Sono strutture di ricovero per chi ha bisogno delle cosiddette cure intermedie, ovvero tra il ricovero ospedaliero e le cure territoriali. Si occuperà quindi di ricoveri brevi, di norma sarà dotato di 40 posti letto e avrà una gestione prevalentemente infermieristica. Le Centrali operative territoriali (101 in tutto) invece avranno il compito di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari e si avvarranno di tutte le attività di telemedicina (per cui è stato istituito un fondo regionale di 5 milioni).

Il distretto di Romano

Nel caso specifico del distretto territoriale della Bassa orientale, Romano con l'ospedale sarà il capo distretto, mentre a Martinengo verrà aperta la Casa delle Comunità. «Sono qui per affermare il contrario di quanto sostenuto dalle voci su ridimensionamenti o tagli all'ospedale di Romano – ha detto il direttore Assembergs -  Voci che spesso purtroppo vengono espresse dai nostri medici e infermieri, è la tattica della calunnia. La volontà di Asst è di assumere e rinforzarci. Io non posso non ringraziare e non difendere tutti gli operatori dell'ospedale di Romano per quanto fatto durante questi due anni e mezzo contro il Covid. I Servizi chiusi?. A Romano hanno lottato fino a marzo, abbiamo concesso più ferie qui. Il mio dovere è quello di salvaguardare il loro impegno e il loro lavoro. Abbiamo in previsione investimenti di un milione di euro per ottimizzare l'ingresso alla struttura e otto milioni per informatizzazione di tutta l’azienda incluso Romano. Assumeremo personale 55 operatori sul territorio del distretto più 45 all’ospedale. Cento in un anno e mezzo. Questa sarà la svolta di sviluppo, il “Rinascimento” del socio sanitario del territorio».

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