Attualità
Fara d'Adda

I cento, splendidi anni di Isidoro, ultimo reduce di Fara

Intervista a Isidoro Baioni, classe 1921, l’ultimo reduce della seconda guerra mondiale.

I cento, splendidi anni di Isidoro, ultimo reduce di Fara
Attualità Gera d'Adda, 28 Dicembre 2021 ore 09:01

E sono cento: auguri, Isidoro. In ottima forma e con una memoria storica e personale invidiabili, Isidoro Baioni, classe 1921, l’ultimo reduce della seconda guerra mondiale di Fara, ha tagliato il traguardo del centenario, sabato della scorsa settimana.

L'ultimo reduce di Fara compie cento anni

Circondato dall'affetto e dal calore dei figli, delle quattro sorelle e degli altri parenti e amici, Isidoro ha ricevuto anche la visita delle istituzioni politiche e amministrative della città (il sindaco Raffaele Assanelli ha donato a Isidoro l'attestato di benemerenza) e delle associazioni combattentistiche, quali il «Gruppo Alpini» locale guidato dal comandante Fausto Bana e l'«Associazione nazionale Reduci dalla prigionia», sezione di Treviglio. «Per l'esempio di amore alla libertà negli anni bui del secondo conflitto mondiale e per l'impegno profuso a servizio della famiglia e della comunità tutta» aveva scritto il sindaco Assanelli sulla targa donata al reduce.

«Mi auguro di viverne altri cento» ha detto, con un sorriso e con un'energia che spesso manca nei giovani, Isidoro. Sabato scorso, con lui c'erano, tra gli altri della famiglia, i figli Giorgio (1956) e Gianni (1950), e le sorelle Carla, Angelina, Teresina ed Elvira, e il fratello Domenico. Gli altri due fratelli di Isidoro, Mario e Luigi, sono scomparsi anni fa. Così come la moglie, Annetta, deceduta nel 2014. Con Annetta, dal 1961 al 1968, Isodoro aveva gestito (mentre ancora lavorava al Linificio, come operaio) il «Bar dei Reduci», in via Longobardica all'angolo con piazza Roma.

La guerra: "Cinque anni persi della mia vita"

«Cinque anni persi, buttati, della mia vita - ha detto ancora, rispondendo a qualche nostra domanda, nel giorno della festa, parlando dell'esperienza della guerra, prima come combattente e poi come prigioniero - E mi è andata bene, perché se fossi finito come tanti altri di Fara al “Car” di Verona, in quel 1941, sarei andato in Russia, e da là pochissimi tornarono vivi. Invece, con un altro, fummo inviati in Sicilia, a Palermo, nell'artiglieria, e sino al 1944 fui di stanza in varie parti dell'isola, ricordo Partinico e Porto Empedocle....

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Nella foto in alto: Isidoro Baioni, 100 anni, con la famiglia