Che messa vogliono i fedeli trevigliesi? Le risposte in un questionario
Tra le idee la proposta di raccogliere le offerte tramite Carte di Credito e Satispay, e funzioni divise per categorie

Un sondaggio online tra i fedeli (ma non solo) per capire se e come cambiare le messe che vengono celebrate la domenica a Treviglio.
Le messe a Treviglio
La Comunità pastorale Madonna delle Lacrime vuole restare al passo con i tempi, anche per fermare l’emorragia di credenti che calano ogni anno di più, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19. E quindi quale modo migliore se non interpellare proprio chi siede tra i banchi, allo scopo di comprendere cosa c’è che non va e quali innovazioni andrebbero introdotte per essere più inclusivi?
"Tutto è nato su iniziativa del Consiglio pastorale, che ha invitato a una riflessione sul numero di messe domenicali e sugli orari in cui vengono celebrate – ha spiegato il parroco monsignor Norberto Donghi – Attualmente, tra Treviglio e Castel Rozzone, la domenica vengono celebrate 26 funzioni. Sono tante, se si considera il fatto che abbiamo sacerdoti sempre più anziani, con poco ricambio, e che il numero delle presenze in chiesa è sempre più in calo. Da qui la proposta di fare un sondaggio per capire quali messe “tagliare” e in quali orari".
Il questionario
Si è però poi deciso di tastare il polso dei fedeli anche su altri temi, per capire se sia possibile invertire la tendenza e riportare qualche nuovo cittadino a messa. Ne è nato un questionario corposo (per partecipare, in modo del tutto anonimo, bisogna collegarsi al sito www.chiesaditreviglio.it e clikkare l’apposito link), dove l’utente è invitato a esprimersi su vari argomenti, alcuni dei quali abbracciano ovviamente la rivoluzione digitale. Le domande sono a riposta multipla, ma molte danno anche la possibilità di aggiungere una risposta personalizzata. Si va da quella che chiede la frequenza con cui si partecipa alle messe e in quale chiesa, alle motivazioni che spingono a presenziare alle liturgie o che invece frenano la partecipazione. Viene poi chiesto quali siano le imperfezioni riscontrate durante le funzioni, scegliendo tra risposte quali ad esempio "I lettori non leggono bene", "Le omelie sono troppo lunghe", "I cantori non cantano bene" o "La chiesa non è pulita". C’è poi la domanda su cosa farebbe sentire più "in famiglia" durante la messa. Tra le opzioni c’è la richiesta di prevedere delle figure che accolgano e facciano accomodare i fedeli e che all’uscita salutino e consegnino il notiziario, oppure la possibilità di interagire con il sacerdote o con i fedeli durante l’omelia. C’è poi spazio anche per la modernità, con l’utilizzo di codici QR che facciano comparire sugli smartphone i testi dei canti e delle letture, oppure la possibilità di fare offerte con carta di credito, Paypal o Satispay. Infine, i fedeli vengono interpellati anche sul gradimento di un particolare stile di messa: dedicata ai giovani, alle famiglie, ai disabili, oppure più lunga o più breve.
Oltre 500 risposte
L’obiettivo è quindi quello di intercettare i gusti delle persone, per creare una sorta di "messa su misura".
"Il sondaggio sta avendo un successo che onestamente non mi aspettavo – ha sottolineato monsignor Donghi – Pensavo che avrebbero risposto poche persone e invece al momento siamo già oltre le 500 risposte. Tanto che abbiamo deciso di prolungare sino alla prima settimana di marzo la possibilità di partecipare. Dopodiché, sulla base delle risposte faremo le valutazioni e cercheremo di andare incontro alle esigenze dei nostri fedeli. Forse non basterà ad attirarne di nuovi, ma sarebbe un segnale importante e di vicinanza a chi partecipa alle attività della nostra comunità pastorale".