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Scuola e futuro

Bando Educazione Diffusa 2022: in prima linea contro la povertà educativa

Il presidente FIEB, Luigi Sorzi: “Molte famiglie accusavano un disagio già prima della pandemia, ma ora la situazione si è sensibilmente acuita”.

Bando Educazione Diffusa 2022: in prima linea contro la povertà educativa
Attualità Bergamo e hinterland, 02 Dicembre 2021 ore 14:37

Ammonta a 50mila euro la somma messa a disposizione da Fondazione Istituti Educativi di Bergamo e Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e per la Salute dei Fanciulli, attraverso il Bando Educazione Diffusa 2022, per sostenere progetti a favore dei bisogni educativi dei giovani studenti.

FIEB e FACES contro la povertà educativa

Si è tenuta il 30 novembre, presso la sede della FACES (Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati) e online, la presentazione del Bando educazione diffusa 2022 ideato da FIEB (Fondazione Istituti Educativi di Bergamo) e FACES. Il bando è stato finanziato con 50mila euro con lo scopo di contrastare la povertà educativa e la marginalità sociale nei bambini e ragazzi in fascia 6-14 anni.
Sono intervenuti Luigi Sorzi, presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, e Dario Zoppetti, presidente della Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e per la Salute dei Fanciulli.

La povertà assoluta in Italia

Secondo le statistiche Istat, torna a crescere la povertà assoluta in Italia. Dopo il miglioramento del 2019, in seguito alla pandemia è aumentata raggiungendo il livello più elevato dal 2005: il 12,5% dei minori di 18 anni vive in condizioni di povertà assoluta; questo significa che 1,2 milioni di giovani non possono permettersi uno stile di vita accettabile.
Conseguenza di questa condizione socio-economica è il profondo disagio economico che si traduce in debolezza sociale e in un divario educativo e scolastico che ne influenza inevitabilmente il futuro.
Dall’indagine del 2020 “Nuove forme di povertà e marginalità sociale in provincia di Bergamo” è emerso uno scenario in cui l’1,2% delle famiglie viveva in condizioni di disagio precedente alla pandemia con un tasso di abbandono scolastico provinciale medio del 12% e picchi oltre il 20% in alcuni territori non periferici.

I programmi di educazione nel territorio

FIEB e FACES, per la vocazione ad aiutare i più giovani, hanno deciso di intervenire mettendo a disposizione 50mila euro attraverso il bando Educazione Diffusa 2022: intendono sostenere progetti concreti per rispondere fattivamente ai bisogni educativi dei giovani studenti del territorio, coinvolgendo stakeholders della comunità educante (scuole, enti locali, soggetti del Terzo Settore, organizzazioni e associazioni) e rafforzando i legami tra i membri della stessa. Il bando intende elaborare programmi di educazione diffusa nel territorio; finanziare esperienze dove bambini e ragazzi possano osservare, contribuire, esprimersi.

Un disagio peggiorato con la pandemia

"Bergamo è la provincia lombarda con la maggior presenza di minori, pari al 17% della popolazione. – ha spiegato il presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, Luigi Sorzi – Molte famiglie accusavano un profondo disagio già prima dell’avvento della pandemia, ma ora la situazione si è sensibilmente acuita. Il tema dell’educazione, caro alle nostre fondazioni, è sempre più demandato soltanto alla scuola. Con questo bando vogliamo sostenere iniziative che intervengano a favore dei bisogni educativi dei ragazzi e mettano allo studio programmi di educazione diffusa nel territorio, per rilanciare il protagonismo associativo nei territori e il ruolo della comunità educante, rafforzando i legami di solidarietà a partire dal protagonismo dei più giovani”.

“Il campanello d’allarme legato alla situazione di povertà educativa e di marginalità sociale spinge le Fondazioni come le nostre a scendere in campo con un impegno concreto, trovando soluzioni pragmatiche e dirette - ha aggiunto Zoppetti - Bisogna investire le risorse a disposizione sulla responsabilità dell’educare adulto e connesso tra scuola, famiglia, istituzioni locali, spazi e tempi dell’aggregazione e della convivenza, arginando il più possibile fenomeni, sia quantitativi che qualitativi, legati alla povertà educativa che rendono inagibile e inattuabile il desiderio di metamorfosi del presente".