Parco del Serio

Asta per l'ex cava Alberti: via libera dai comuni e dalle province per l'acquisizione dell'area

Il presidente Basilio Monaci ha sottolineato lo scopo dell’operazione, che si propone di non speculare, ma di risanare e rinaturalizzare l’area.

Asta per l'ex cava Alberti: via libera dai comuni e dalle province per l'acquisizione dell'area
Attualità Cremasco, 22 Luglio 2021 ore 14:16

Ieri sera i comuni facenti parte del Parco Regionale del Serio ed i rappresentanti delle province di Bergamo e Cremona riuniti presso la sala del centro civico di Morengo, hanno ufficialmente dato il via libera per la partecipazione dell’Ente all’asta che si terrà a fine mese, per l’acquisizione al patrimonio del Parco, dell’area dell’ex cava Alberti in territorio di Crema, a seguito della procedura fallimentare che interessa la stessa storica azienda cremasca.

Ex cava Alberti all'asta

Nel corso della riunione, il presidente Basilio Monaci ha sottolineato lo scopo dell’operazione, che si propone di non speculare, ma di risanare e rinaturalizzare l’area che, qualora si riuscisse nell’intento di acquisirla al patrimonio del Parco, nei prossimi anni potrebbe portare al compimento di una grande opera, restituendola ai cittadini, come vero e proprio polmone verde.

Un’area molto vasta, di circa 40 ettari, al cui interno vi sono 2 laghetti frutto dell’attività di escavazione portata avanti negli anni, che raggiungono profondità di circa venti metri e che costituiscono più della metà dell’intera area, ma anche fabbricati e attrezzature, ormai abbandonati dopo il fallimento dell’ex cava Alberti e proprio per questo, alla mercè di vandalismi negli ultimi anni.

Non nasconde la sua soddisfazione il presidente Basilio Monaci, dopo il mandato ricevuto dalla Comunità del Parco.

“Sono contentissimo perché all’unanimità tutti ci hanno consegnato il mandato per partecipare all’asta della cava Alberti, speriamo di riuscire ad acquistarla, per ridonarla ai cittadini. Se riusciamo ad acquisirla – prosegue il presidente – avendo noi il sito, si potrà cominciare a progettare chiedendo i necessari finanziamenti regionali per poter intervenire”.

Un'area da restituire alla comunità

Certo, ci vorrà del tempo, precisa il presidente Monaci, perché per rinaturalizzare e sistemare l’area occorreranno dai 3 a 5 anni di lavori, volendo provare a fare una stima.

“In futuro, si potrebbero fare tante cose, per restituire l’area alla fruizione dei cittadini”, conclude il presidente, ma il primo passo è l’acquisizione dell’area.

La direttrice del Parco, Laura Comandulli ha relazionato sugli aspetti tecnici e sulle normative che interessano l’area, qualificata come zona degradata da recuperare, proiettando anche documentazione fotografica area, che dimostra le condizioni attuali dei luoghi, i quali dopo gli anni di inattività della cava, iniziano a mostrare pian piano la riapparizione del verde della vegetazione.

“Si tratta di un’area interessante rispetto alla posizione complessiva che occupa – ha detto l’architetto Comandulli – tra zone boscate, riserve naturali e aree che il Parco nel corso degli anni ha riqualificato, in territorio di Pianengo e Crema, strategica perché garantisce una continuità delle zone di riqualificazione ambientale vicine al fiume”.

Il sostegno della politica

Diversi gli interventi dei rappresentanti dei comuni facenti parte del Parco del Serio, i quali hanno evidenziato i risvolti positivi dal punto di vista ambientale, nel caso in cui l’asta di fine mese dovesse andare a buon fine. Il Parco deve fare il possibile per acquisire l’area perché questo rappresenterebbe un vero segnale politico che va nella direzione della tutela ambientale, ha sottolineato nel suo intervento il presidente della provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli, in passato già presidente del Parco del Serio. Sulla stessa lunghezza d’onda la provincia di Cremona, rappresentata dal sindaco di Pianengo, Ernesto Barbaglio. Particolare apprezzamento per il sostegno manifestato nel corso della riunione da parte del presidente della provincia di Bergamo e dai rappresentanti dei comuni bergamaschi, è stata manifestata dal presidente del Parco, Basilio Monaci, che oltre a ringraziare gli amministratori bergamaschi, ha accolto sollecitazioni e suggerimenti.