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Preoccupazioni e speranze, dalla prospettiva di un fotografo ai tempi del Covid-19

Una lettera toccante, scritta da un fotografo urgnanese, in bilico tra la speranza di una ripartenza e le preoccupazioni dettate dal Coronavirus.

Preoccupazioni e speranze, dalla prospettiva di un fotografo ai tempi del Covid-19
Media pianura, 12 Maggio 2020 ore 11:33

Preoccupazioni e speranze: sono questi i sentimenti che si alternano in una lettera-confessione dell’urgnanese Giuseppe Bana.

La lettera

“Vorrei raccontarvi la mia esperienza in questo periodo dove il nostro stile di vita si trova condizionato da un virus che ci ha stravolto completamente. Mi chiamo Giuseppe Bana, fotografo professionista e titolare dello studio fotografico “Nice Shot Art” in Urgnano”.

L’apertura dello studio

“Dopo una chiusura di circa due mesi dello studio, con l’arrivo della fase 2 sono riuscito a riorganizzare almeno uno degli appuntamenti che rischiava di saltare, tra i vari servizi che ho perso per colpa dell’emergenza sanitaria. Mi sono, quindi, preoccupato di igienizzare il locale e mettermi in una condizione che mi permettesse di svolgere un lavoro di qualità con le giuste precauzioni”.

L’incontro con Elena

“Ho ristabilito l’incontro con Elena, quasi al termine della sua gravidanza, entusiasta di poter effettuare pochi semplici scatti che porterà con sé per tutta la vita e che rimanesse una dolce testimonianza per la piccola in arrivo, nello stile di vita contrastante che invece viviamo attualmente.
Durante l’incontro, abbiamo scambiato qualche parola, ho avuto modo di farle qualche domanda, mosso dalla curiosità di conoscere le emozioni che una futura madre vive in questa difficoltà”.

Lo scambio con Elena

“Hai trovato difficoltà nel gestire la gravidanza in questa situazione sanitaria?” le chiesi, “fortunatamente non grossissime, l’ospedale mi ha ugualmente seguita senza modificare nemmeno un appuntamento nonostante la pandemia” mi rispose. “Hai avuto paure”, continuai, “Sì, molte – mi disse – Soprattutto che si riversassero sulla mia condizione e sulla piccolina, ma Cristian (futuro padre) e l’ospedale mi hanno sempre confortata”. “Cosa provi al pensiero che tua figlia nasca nel mezzo di una pandemia?” le chiesi infine. E lei rispose: “Molti dicono che fare il genitore richieda molte attenzioni, ed ora che ci troviamo in questa situazione penso che sicuramente ci saranno momenti difficili, ma cercherò di non abbattermi dandomi forza con tutto l’amore che darò a mia figlia. Non penso che per noi cambierà nulla, sarò incondizionatamente innamorata di lei e faró di tutto affinché lei si senta amata e protetta”.

Le perplessità sul futuro

Il nostro incontro è durato poco, pieno di emozioni per il sentimento descritto verso la creatura che ha in grembo. Siamo rimasti soddisfatti e soprattutto consapevoli che queste fotografie rimarranno indelebili nella memoria, in questo periodo di crisi dove il primo pensiero è costantemente rimasto la salute della piccola Eleonora. E’ stato bello poter ricominciare a scattare, non ho idea di come potrà andare quest’anno, il nostro settore è in una crisi enorme senza precedenti, oltre che essere già in difficoltà da prima di questa crisi per i vari soggetti che svolgono illegalmente questo lavoro, ci troviamo ad affrontare un momento in cui i matrimoni vengono annullati, altri spostati al 2021 con la speranza di poterli effettuare, così come quelli spostati verso la fine di questo anno, ma con un grosso punto di domande. mM sono visto decimare il lavoro raccolto con sforzi enormi, sia fisici che economici.
Siamo una categoria messa in disparte anche se paghiamo le tasse come tutti gli altri settori, ad oggi in molti non abbiamo ricevuto aiuti, non ci sono tutele, niente che possa farci dormire notti più tranquille.

La speranza di ripartire

“Senza grandi aspettative, anche altri settori potranno ripartire nelle prossime settimane se tutto procederà nel verso giusto, speranzosi che tutto proceda nel migliore dei modi, purtroppo senza certezze. Tuttavia, nella nostra professione non abbiamo nemmeno questa piccola ancora a cui poterci aggrappare, a causa della scarsità di servizi nei prossimi mesi, stiamo procedendo sospesi nel vuoto e la paura più grossa è che si possa spezzare anche quel filo di speranza che diventa sempre più sottile. I nostri clienti avranno paura di ritornare alla vita pre-covid? E soprattutto, quanto impiegheremo per riacquisire la nostra stabilità, già abbastanza compromessa prima dell’emergenza sanitaria? Queste sono alcune delle preoccupazioni più grosse che abbiamo e confidiamo che nei prossimi giorni possano arrivare notizie che, quantomeno, tolgano qualche pensiero negativo”.
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