Vailate

Piove in chiesa: Santa Marta chiude momentaneamente

Il luogo di culto tornerà frequentabile quando il tetto sarà completamente asciutto

Piove in chiesa: Santa Marta chiude momentaneamente
Altro Cremasco, 29 Gennaio 2021 ore 14:00

La chiesa di Santa Marta chiude per infiltrazioni di acqua piovana dal tetto.

Santa Marta è chiusa

Una brutta notizia che i vailatesi hanno appreso recandosi o passando di fronte alla chiesetta di via Caimi, che sfortunatamente non è nuova alle insidie dell’acqua piovana. Una cattiva cliente che nell’ultimo periodo sembra essersi ripresentata con più violenza del solito, tanto da costringere la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo Apostoli a un rimedio drastico. Ma niente paura, a breve tornerà agibile.

La decisione del parroco

La decisione di chiudere al pubblico finché il tetto non si sarà asciugato e il clima assestato sul sereno è del parroco don Natalino Tibaldini che, in passato, per fronteggiare le infiltrazioni, aveva cinto l’area in cui si concentravano le perdite con un nastro di sicurezza, così da non privare i vailatesi dell’accesso a Santa Marta.

"Purtroppo le infiltrazioni non sono una novità, ma il tetto ormai non tiene più - ha spiegato don Natalino - La pioggia è caduta incessante per tutta la scorsa settimana e il tetto ha iniziato a perdere un po’ dappertutto. Così, sabato ho preferito chiudere definitivamente, almeno finché il tetto non si sarà asciugato del tutto. Per la riparazione definitiva ci vorrà del tempo, ma a breve potremo riaprire ai fedeli".

Tetto da rifare

Il provvedimento è quindi temporaneo e puramente precauzionale, in quanto non esiste una specifica ordinanza sindacale che vieti l’ingresso, ma sul portone della chiesetta da qualche giorno campeggia un avviso per i fedeli che sono soliti frequentare Santa Marta. Probabilmente la copertura dell’antico edificio di via Caimi andrà completamente restaurata. Un intervento oneroso che, per ragioni economiche quanto burocratiche, sarà intrapreso dagli Enti superiori alla parrocchia di Vailate, quindi la Curia di Cremona e la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici. Il passaggio obbligato è dovuto specialmente alla vetustà della chiesa, costruita nel corso del XVI secolo, con l’interno a una sola navata e impreziosita da un soffitto in legno a cassettoni. L’edificio ha subito parecchi restauri nel corso del tempo, il più imponente dei quali risale agli anni Trenta.

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