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Luoghi del cuore Fai, parte il censimento 2020 FOTO

L'oratorio dell'Assunta a Calvenzano e quattro bellezze del territorio cremasco da votare nel nuovo censimento del FAI.

Luoghi del cuore Fai, parte il censimento 2020 FOTO
Gera d'Adda, 24 Maggio 2020 ore 14:56

Il Fondo per l’ambiente italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, da 18 anni si prodiga per proteggere i “Luoghi del Cuore” dal degrado. E da dieci anni chiama tutti a partecipare al censimento dei siti su cui fare convergere gli sforzi di salvaguardia. Le delegazioni Fai della Bassa Bergamasca e del Cremasco hanno individuato i loro luoghi del cuore.

I luoghi del cuore del Fai

Dalla nascita dell’iniziativa le segnalazioni sono state più di 37.000, e gli interventi finora effettuati 119, in 19 regioni diverse.
Il 6 maggio 2020 si è aperta la decima edizione di questo straordinario censimento. In questo primo periodo, a causa dell’emergenza sanitaria, è consentito solo il voto via web. Si auspica che nei prossimi mesi si possano distribuire le schede cartacee per la raccolta firme tradizionale. Votare online è molto semplice ed è possibile in due modalità: registrandosi al portale MyFAI con la propria e-mail o attraverso il proprio profilo Facebook. (Attenzione: i like sui post fb e Instagram non sono voti validi). È possibile votare più luoghi, ma per ciascuno di essi si può esprimere solo un voto. La partecipazione al censimento è gratuita, aperta a tutti (anche a chi non è iscritto al FAI): possono votare maggiorenni, minorenni, stranieri, italiani, enti pubblici, enti privati e scuole (attraverso un modulo di raccolta firme dedicato agli istituti scolastici).

Nella Bassa bergamasca l’oratorio dell’Assunta

Quest’anno il gruppo Fai Bassa Bergamasca vuole supportare l’Oratorio della Beata Vergine Assunta di Calvenzano, una splendida chiesetta situata in mezzo ai campi e che conosciamo molto bene dalla scorsa primavera. Gli Alpini assieme ad altre persone del paese vorrebbero dotarla di un nuovo impianto di illuminazione che permetta di ammirare i favolosi affreschi in tutto il loro splendore.

“In un momento in cui ci viene richiesto di mantenere le distanze, stringiamoci attorno a questo progetto che possiamo promuovere semplicemente accedendo al sito www.iluoghidelcuore.it e votando la “nostra” chiesetta – spiega la delegazione – E perchè no? Magari invitando anche amici e conoscenti a fare altrettanto. Votare è semplicissimo, bisogna registrarsi al sito e poi cliccare sul pulsante “Vota con un click”. Si possono votare più beni ma ciascun bene può ricevere un solo voto da ogni persona. Quando la storia ci costringe ad autolimitare alcune libertà, il FAI ci dà la possibilità di esercitare quella più grande, la partecipazione. Il censimento, che almeno nella sua fase iniziale sarà solo on line, si chiuderà il 15 dicembre”.

Sono quattro i siti del Cremasco

La delegazione fai di Crema inviata a votare per quattro luoghi del cuore, tra Crema e il territorio cremasco.

luoghi del cuore
Casaletto Vaprio

Casaletto Vaprio – Ex chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, conosciuta come Chiesa Vecchia – Edificio risalente, nella sua struttura attuale, al XV secolo, ora adibita a sala polifunzionale. Sino al 1946 ha conservato al suo interno un ciclo di affreschi dedicato alla vita di San Giorgio Martire e alcuni Angeli e Santi, realizzati nel 1642 da Gian Giacomo Barbelli. Nel 1946 gli affreschi sono stati strappati, messi in vendita e acquistati da un collezionista privato. Negli anni Ottanta del secolo scorso, la proprietà della Chiesa Vecchia è passata al Comune di Casaletto Vaprio, che ha avviato una serie di restauri, necessari dopo anni di abbandono e degrado: sono state recuperate e salvate diverse opere in stucco, gli affreschi superstiti e i lacerti del ciclo pittorico barbelliano. Nel 2019 il Comune di Casaletto Vaprio è tornato in possesso degli strappi degli affreschi originari di Gian Giacomo Barbelli, attualmente in restauro, e in attesa di essere ricollocati all’interno della Chiesa Vecchia.

 

Crema – Giardini pubblici di Porta Serio (sostenuti dal Comitato #InsiemePerIGiardiniDiPortaSerio)

luighi del cuore
Crema i giardini di Porta Serio

Crema vanta il migliore esempio di giardino pubblico rintracciabile nell’intero territorio della provincia di Cremona, il cui allestimento fu formalmente iniziato nel 1858, per la cura della Deputazione del Civico Passeggio. Sorti sull’area già occupata dal bastione maggiore del demolito castello di Crema e su alcune superfici adiacenti, i nuovi giardini, vennero impostati secondo i modi scenografici del giardino della natura e del sentimento: il “giardino all’inglese”. Nei primi anni l’area fu circondata da recinzioni e cancelli; nel 1883 un nuovo ramo della roggia Fontana venne condotto a delimitarla sul lato settentrionale, fino a ricongiungersi con l’altro ramo, imprimendo ai giardini, con lo scorrere delle sue acque di fontanile tra alberi e prati, una nota di vitalità. Oggi vi si possono ammirare diversi patriarchi arborei, come alcuni giganteschi Taxodium distichum e Ginkgo biloba, tutti di oltre trenta metri di altezza, i primi con circonferenza del tronco, a petto d’uomo, di circa 5 mt, i secondi di 3,5 mt, oltre a un Liquidambar di dimensioni spettacolari. Ma non mancano diversi altri esemplari annosi, come alcuni tassi (Taxus baccata), pini neri (Pinus nigra) alti poco meno di 40 mt, querce farnie (Quercus robur), qualche grande bagolaro (Celtis australis), tigli (Tilia x europaea) e ippocastani (Aesculus hippocastanus). Diversi di loro sono censiti come alberi notevoli dal Piano territoriale di Coordinamento provinciale, per i quali vige una normativa specifica; negli ultimi decenni esemplari di notevoli dimensioni e di elevata età sono purtroppo scomparsi. I giardini storici, infatti, sono monumenti a tutti gli effetti e non possono essere utilizzati come comuni aree verdi da destinare alla ricreazione intensiva, allo sport o ad altre manifestazioni incongrue con la loro delicata struttura.

Pandino – Castello Visconteo – Sostenuto dal Comitato “Insieme per il Castello di Pandino”

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Pandino il castello visconteo

Pandino possiede uno dei castelli viscontei meglio conservati della Lombardia. Edificato per volere di Bernabò Visconti e di Regina della Scala, a partire dal 1355 circa, l’edificio presenta ancora gran parte delle strutture architettoniche originarie e delle decorazioni pittoriche del secolo XIV: principalmente motivi geometrici alternati alle insegne nobiliari dei Visconti e dei Della Scala. I signori di Milano scelsero il piccolo villaggio di Pandino, circondato da boschi, quale luogo ideale per le battute di caccia. Inoltre, Bernabò Visconti, terrorizzato dalla peste che in quegli anni incombeva su Milano, considerò Pandino, lontano dai grandi centri abitati dell’epoca, anche luogo ideale per sfuggire al contagio. L’edificio ha pianta quadrata, con quattro torri angolari quadrate, di queste solo le due orientali sono integre. All’interno, un’ampia corte è circondata, al piano terra, da porticati con archi acuti, al piano superiore, da loggiati con slanciati pilastrini quadrati. In origine, le pitture ornavano tutte le pareti, anche esterne, del castello. Dagli anni ’50 del secolo scorso il castello è sede del Comune di Pandino.

Ripalta Nuova – Il Campanile della Chiesa parrocchiale di San Cristoforo Martire

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Ripalta Cremasca il campanile parrocchiale

Alta e pregevole torre campanaria (tra le più alte del Cremasco!), costruita, come la chiesa, nella prima metà del XVIII secolo su disegno dell’architetto Giovan Battista Donati di Lugano.
Pregevole la parte più elevata, a partire dalla fascia degli orologi su cui poggia la cella campanaria, con le quattro finestre ad arco ornate da piccole balaustre, che regge, a sua volta, una balconata abbellita da quattro acroteri. Da questa terrazza con ringhiera si innalza la più stretta e coronata lanterna ottagonale, che sosteneva un esile pinnacolo sormontato da una sfera di rame, sulla quale ruotava la banderuola ornata da foglie disposte a cespuglio. All’interno di esse si ergeva il traliccio della Croce in ferro. Il pinnacolo è stato danneggiato dalla tromba d’aria del 12 agosto 2019 e richiede importanti lavori di restauro.

Come saranno premiati i più votati

Come di consueto, i luoghi più votati verranno premiati, a fronte della presentazione di un progetto concreto: 50mila euro, 40mila euro e 30mila euro saranno assegnati rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato, mentre il luogo più votato via web diventerà protagonista di un video, storytelling o promozionale, realizzato a cura della Fondazione. Per i vincitori delle due classifiche speciali sono in palio complessivamente 20mila euro. In tutta Italia, grazie all’estesa attività di sensibilizzazione che lo caratterizza, la partecipazione al Censimento permette di dare risonanza alle richieste delle comunità, creando collegamenti con istituzioni e stakeholder locali: collaborazioni virtuose che in alcuni casi consentono la rinascita di beni in stato di degrado, di abbandono o addirittura a rischio scomparsa, attraverso lo stanziamento di fondi aggiuntivi rispetto a quelli resi disponibili da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto.

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