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“I morti di Coronavirus trattati come appestati anche al cimitero”

La rabbia dei parenti alla riapertura: "i Morti di Coronavirus trattati come appestati anche al cimitero"

“I morti di Coronavirus trattati come appestati anche al cimitero”
Altro Romanese, 16 Maggio 2020 ore 14:03

“Sono stati messi tutti là in alto, quasi isolati dagli altri, trattati come appestati per come sono morti”. L’emergenza Covid-19 ha provocato la scomparsa di tanti romanesi. Lutti che hanno avuto una successione drammatica, delimitata in uno spazio temporale talmente corto, che il Comune ha dovuto affrontare dal punto di vista logistico e organizzativo l’assegnazione dei loculi per la tumulazione. Lunedì all’apertura al pubblico, dopo due mesi circa, del cimitero, però i parenti dei defunti, si sono trovati di fronte ad una situazione che non hanno gradito molto e che ad alcuni è risultata irrispettosa. Tra loro Fiorenzo Bergamaschi, ex sindaco di Bariano.

Le dichiarazioni di Bergamaschi

“Sono stato al cimitero a trovare mio un mio caro scomparso un mese fa, sapevo che il posto assegnato era in quinta fila, l’ultima in alto, ma la mia sorpresa è stata nel vedere nella stessa collocazione più di quindici persone decedute tutte in questo mese. – ha detto Bergamaschi – Non mi torna qualcosa per come funziona normalmente l’assegnazione, io ho visto solo una ala del camposanto, ma ho l’impressione che quelli senza tomba di famiglia o non cremati siano stati messi tutti in fila”.

I dubbi dell’ex sindaco

Bergamaschi ha sollevato parecchi dubbi sul criterio di assegnazione dei loculi in quinta fila e della modalità d’interazione degli uffici competenti con i parenti, nel momento più tragico dell’emergenza. “Ai parenti è stato detto che al momento era libero solo quel posto, ma martedì quando ho visto tutti gli altri, ho avuto forti dubbi su come non si siano rispettate le regole di assegnazione -ha detto – Sono stato anch’io amministratore e so quanto sia difficile far occupare la fila più alta dei loculi. Per questo penso che se ,data l’emergenza si voleva riempire i posti meno appetibili, avrebbero dovuto fare un’ordinanza che lo stabilisse. Invece nulla. Oltre a questo ho notato che dove è sepolto il mio caro, c’è un muretto dove si fermano i piccioni e sporcano. L’ennesimo atto irrispettoso verso chi è stato duramente colpito dalla pandemia, sono stati trattati come appestati”.

La replica

“Non c’ è nessuna gestione speciale o altro semplicemente è stato applicato il regolamento comunale. -ha detto Sebastian Nicoli -Il regolamento comunale prevede che vengano assegnati i loculi già provvisti di lapide. Durante l’emergenza quelli disponibili erano in quinta fila. Senza fare nessuna differenza. Purtroppo le modalità, con cui è stata eseguita la tumulazione ha impedito ai parenti di seguire il defunto fino alla sepoltura, ma erano le prescrizioni dettate dal Governo per l’emergenza, comprendo a pieno quanto è stata dura e il dolore per una perdita ad un caro senza avere la possibilità di dare l’ultimo saluto”.

La posizione di Lamera

Michele Lamera, responsabile del gruppo civico, del quale Fiorenzo Bergamaschi fa parte, è intervenuto sulla vicenda annunciando delle azioni del gruppo consiliare. “E’ stato uno scivolone della Città di Romano, irrispettoso nei confronti delle famiglie che sono state colpite dai lutti. – ha detto Michele Lamera – Il trincerarsi del sindaco dietro al regolamento comunale può essere anche lecito ma è sicuramente discutibile moralmente ed eticamente. Come gruppo abbiamo intenzione di chiedere chiarimenti e lo faremo attraverso un’interpellanza, in modo tale da conoscere tutti gli aspetti su come è stata gestita la tumulazione durante l’emergenza”.

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