Ironia anti Covid

Preside si presenta vestito da astronauta al primo giorno di scuola

E' successo a Borgomanero, nel Novarese. Il dirigente scolastico è finito in un attimo su tutte le televisioni.

Preside si presenta vestito da astronauta al primo giorno di scuola
16 Settembre 2020 ore 13:36

Ha fatto parlare molto l’iniziativa di un preside della provincia di Novara, in Piemonte. Insomma, se portare a termine l’anno scolastico stavolta sarà “un’impresa spaziale”… lui allora s’è attrezzato opportunamente con tanto di casco e tuta da astronauta!

Preside vestito da astronauta al primo giorno di scuola

Da Prima Novara

Per il primo giorno di scuola, a sottolineare il carattere “spaziale” dell’impresa di ricominciare le lezioni in presenza per le scuole, il preside del liceo classico Don Bosco di Borgomanero ha accolto gli studenti vestito da astronauta. Giovanni Campagnoli reggeva un cartello con la dicitura “Nel rispetto delle norme Covid sulla scuola”.

La sua azione ha voluto con ironia sottolineare il momento difficile che la scuola italiana sta vivendo, tra normative statali e ordinanze regionali che si contraddicono, come nel caso della misurazione della febbre in Piemonte.

Il messaggio del dirigente alle famiglie

Il preside, domenica 13 settembre, aveva rivolto tramite la newsletter dell’istituto un messaggio di incoraggiamento alle famiglie e ai ragazzi della scuola:

Lunedì 14 rientriamo in sicurezza: sul sito linee guida e adempimenti da protocollo, per vivere insieme questo periodo. La nostra Scuola, paradossalmente, è cresciuta ancora, gli esami sono andati bene e la didattica a distanza ha funzionato da subito. Ma ora vogliamo tornare in aula, con anche nuovi docenti ed un pensiero a quanti si sono trasferiti.

Sarà un anno di incognite, avremo di fronte la Covid generation, ragazze/i privati di qualcosa, magari con qualche lutto, schiacciati da qualche preoccupazione in più a casa… Ma che hanno saputo reagire bene, dimostrando una forza che non era ancora emersa. In primis, il nostro compito educativo sarà di stare con ragazze/i per provare a dare un senso a tutto ciò che ci sta succedendo, anche partendo dalle loro domande. Sarà necessaria una rielaborazione dove i docenti – nella specificità della propria materia – ricercheranno il senso del limite umano sperimentato in questa esperienza di fragilità, proprio quando sembrava che non ci potessero essere più limiti per scienza e tecnica. Sapremo essere adulti, cioè “generatori” di processi e non “occupanti” di un posto di lavoro… Sapremo guardare con Speranza (che non è l’ottimismo, ma una virtù) al senso di ciò che stiamo facendo, a prescindere dal successo. E’ evidente che sempre di più ci sarà bisogno di “buoni cristiani e onesti cittadini“, donne e uomini di valore e di valori, capaci di scienza, tecnica e buona politica.
E tutto questo è molto più importante della mascherina … Detto ciò, abbiamo pensato anche a come promuovere un buon tempo scuola, piacevole e da vivere insieme a ragazze/i.

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