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Rimborsi scottanti

L’accusa: “Lara Comi ha truffato l’Unione Europea”, sequestrato mezzo milione di euro

Per anni avrebbe incassato buona parte dei rimborsi europei per gli stipendi dei suoi collaboratori.

L’accusa: “Lara Comi ha truffato l’Unione Europea”, sequestrato mezzo milione di euro
Glocal news 17 Dicembre 2020 ore 18:21

Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche: maxisequestro della Guardia di Finanza all’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi e ad altri 5 indagati.

Truffa aggravata all’Unione Europea

Da Prima Saronno

Un meccanismo simile a quello che aveva visto coinvolto il suo addetto stampa: secondo l’accusa, i cinque indagati figuravano come assistenti dell’europarlamentare saronnese venendo così pagati dalle casse europee ma non avrebbero svolto quel compito, retrocedendo per di più parte del compenso proprio a Comi e a suo padre. Per loro si parla infatti nel decreto di sequestro di aver “indotto in errore il Parlamento Europeo in ordine ai contratti stipulati e all’attività lavorativa prestata dall’assistente locale nominato dall’europarlamentare Laura Comi procurandosi un ingiusto profitto con correlativo danno per l’istituzione comunitaria, consistente nei contributi erogati dal Parlamento per l’attività contrattualizzata, effettivamente prestata solo in minima parte”.

“Uso spregiudicato dell’incarico pubblico”

La Procura arriva a parlare di “uso spregiudicato dell’incarico pubblico” da parte della saronnese, “commettendo una serie di illeciti allo scopo di drenare denaro dalle casse dell’Unione Europea in proprio e in favore altrui, sfruttando a questo scopo tutti i possibili canali derivanti dal proprio ruolo”.

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Gli indagati: la Finanza visita Comi

Oltre a Comi, già indagata per truffa ai danni dell’Ue nel filone di indagine di Mensa dei Poveri, sono ora indagati per truffa Gianfranco Bernieri ( il soggetto che ha presentato le fatture e incassato i rimborsi dal Parlamento Europeo girandoli poi al parlamentare che rappresentata), gli assistenti parlamentari Enrico Giovanni Saia e Maria Carla Ponzini (moglie di Bernieri), gli assistenti locali Giovanni Pio Gravina e l’assistente locale Alessia Monica (marito e moglie). Una volta ricevuti i fondi, Bernieri li avrebbe rigirati a Comi e al padre attraverso bonifici diretti alla società Europe4You, “riconducibile al politico”.

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