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strage sfiorata

Il video dell’auto impazzita in fuga dai carabinieri tra la gente che passeggia

Un'auto in fuga dai carabinieri si lancia a folle velocità in un affollato corso pedonale nel Milanese.

Il video dell’auto impazzita in fuga dai carabinieri tra la gente che passeggia
Glocal news 02 Febbraio 2021 ore 12:29

Un’automobile che si lancia a folle velocità in una via pedonale piena di persone che – fortunatamente – raggiungono il bordo della carreggiata evitando il peggio. A tallonare la scheggia impazzita un’auto dei carabinieri, che arresteranno i due ricercati a bordo del veicolo fra gli applausi dei cittadini. Il tutto immortalato in due video che raccontano l’inizio e l’epilogo dei fatti di Corso Italia a Saronno, nel Milanese. Cronaca di una strage sfiorata che si è conclusa nel miglior modo possibile.

Folle inseguimento nel Milanese

Da Prima Saronno

Tutto ha inizio con un inseguimento serale a Cesano Maderno, nell‘hinterland milanese, dopo che un’Alfa Romeo Giulietta non si era fermata all’alt dei carabinieri fuggendo a folle velocità. La corsa ha davvero rischiato di finire in tragedia quando, dopo diversi chilometri, la vettura braccata dai militari ha imboccato le vie del centro di Saronno. Ed è qui che ha terminato la sua corsa, nel centro pedonale gremito di gente che passeggiava e che ha avuto la prontezza di riflessi di spostarsi in tempo. Solo questo, e una buona dose di fortuna, hanno evitato il dramma.

Applausi ai carabinieri

Paura e sgomento per i moltissimi cittadini coinvolti loro malgrado nella pericolosa fuga. Alcuni hanno temuto, per un attimo, che si potesse trattare di un attacco terroristico, che nelle modalità ha ricordato alcune delle stragi in diverse città europee degli ultimi anni, come quella di Nizza. A rinfrancare gli animi l’arresto eseguito dai carabinieri, sommersi dagli applausi dei presenti quando la ci civetta si è allontanata con a bordo due dei tre occupanti dell’Alfa, il cui arresto è stato convalidato.

Il terzo ricercato

Entrambi gli arrestati, due trentenni di origine marocchina, ora si trovano ai domiciliari. I tanti presenti oltre a registrare la scena coi loro smartphone sono stati di grande aiuto per i militari nel ricostruire gli ultimi momenti di quella fuga. Ma le indagini ora proseguono: a bordo c’era un terzo uomo di cui si sono al momento perse le tracce.

Cos’abbiano combinato (e perché scappassero) però non si sa di preciso: nella convalida del fermo contestata solo la resistenza a pubblico ufficiale.

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