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Bcc Oglio e Serio: riparte con concretezza e ingegno

Così la pianura ripartirà dopo la pandemia

Glocal news 24 Dicembre 2021 ore 08:00

Una banca "di confine", che a cavallo dell'Oglio guarda un po' a Bergamo, un po' a Brescia e un po' alla pianura, nel cuore di un territorio fatto di piccoli paesi che solo apparentemente, a un occhio distratto, possono sembrare identici. Siamo a Covo, nella sede amministrativa della Bcc Oglio e Serio. Alle pareti, le opere di Trento Longaretti e di Rinaldo Pigola della quadreria della banca raccontano un rapporto con il territorio che si mantiene saldo da decenni, sebbene le 25 filiali siano distribuite su due province, su entrambe le sponde dell'Oglio, dalla Val Cavallina, a Bergamo città, da Romano a Martinengo, sul Serio, fino alla Calciana. Novemila e 163 soci, 161 dipendenti, e mai un disavanzo di bilancio in quasi 120 anni di storia. Il nucleo originario fu, da un lato, la Cassa Rurale di Calcio sorta nel 1903 e, dall’altro, la Cassa Rurale di Covo, sorta nel 1957. La loro unione nel 1993 ha dato origine alla Bcc di Calcio e Covo. Più recentemente, nel 2015, la fusione per incorporazione con la Bcc Ghisalba ha portato alla nascita dell’attuale Bcc Oglio e Serio, guidata dal presidente Roberto Ottoboni e dal direttore generale Maria Cristina Brambilla.

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La nuova BCC Oglio e Serio

"Siamo una banca policentrica - conferma Ottoboni - e proprio il fatto di non avere un vero e proprio centro di riferimento ci ha permesso negli anni di svilupparci su un perimetro piuttosto ampio, combinando offerte e soluzioni per territori anche economicamente molto diversi".

A fare da capisaldi economici della pianura orientale restano però l'edilizia e l'agricoltura, due pilastri che per motivi diversi non hanno goduto di ottima salute negli anni delle crisi. L'edilizia fiaccata dalle crisi economiche dei primi Duemila, l'agricoltura provata da un ricambio generazionale sempre più complicato, e dalle politiche sui prezzi delle materie prime che per anni è stata penalizzante, per i produttori. La crisi Covid avrebbe potuto essere uno tsunami ben più violento, per questa rete fatta da migliaia di piccole e piccolissime imprese. Per capire come invece abbia reagito alla emergenza, anche grazie alla risposta del mondo finanziario, occorre tener presente due fattori fondamentali: da un lato, l'atavico radicamento al lavoro e allo spirito d'impresa che contraddistingue in particolare proprio questo territorio. E dall'altro, il senso della misura. Una moderazione che si respira anche nelle scelte economiche della stessa Bcc.

Gli anni del Covid

Cautela, concretezza e piedi per terra. "Sono stati due anni complicati e difficili. Le previsioni iniziali erano inevitabilmente negative, ma poi il territorio ha saputo reagire".

Il direttore generale sottolinea che la stragrande maggioranza delle famiglie e delle aziende ha ripreso il pagamento delle rate e, delle circa 1400 moratorie sui mutui, solo un centinaio sono ancora in essere.

"Questo è avvenuto sia grazie alle misure straordinarie messe in campo in questi mesi dallo Stato e dalla Regione, certo, ma anche grazie alla capacità e all'ingegno di molti imprenditori che sono stati in grado di reinventarsi".

E paradossalmente, anche di crescere.

"Nella nostra attività di consulenza in questi mesi abbiamo incontrato diverse aziende e per molte di queste abbiamo rappresentato un riferimento importante per il potenziamento delle loro attività verso l'estero. Una sfida difficile, per una banca a vocazione locale come la nostra, ma che ci sta dando grandi soddisfazioni".

La parentesi del 110%

Anche sul fronte dell'edilizia le prospettive sono più che buone, e questo soprattutto grazie ai bonus. Primo tra tutti, il famigerato "110%". Ma attenzione: tra cicale e formiche, in economia vincono (quasi) sempre le seconde e il settore bergamasco sembra fortunatamente averlo capito fin da subito.

"Il Superbonus è un passo importante per dare il via a quella transizione ecologica che riguarda anche i nostri territori e che sarà fondamentale - argomenta Brambilla - I nostri imprenditori sono tuttavia perfettamente consapevoli che questi mesi rappresentano una "parentesi", che permetterà di rialzarsi, ma che non sarà eterna. Il 110 e gli altri bonus che arriveranno rappresentano un volano importante, ma serve comunque, sempre, una pianificazione oculata degli investimenti".

Il futuro di BCC Oglio e Serio è digitale, ma...

Un altro capitolo su cui si sta disegnando il futuro economico, anche sul fronte bancario, del territorio è quello della digitalizzazione. Un tema che per Bcc Oglio e Serio è da sempre centrale. Ma anche qui... senza esagerare.

"La banca digitale non è il futuro: è il presente. La digitalizzazione permette ai clienti di operare in modo autonomo anche fuori dagli orari d'ufficio e di effettuare in piena libertà operazioni di sera, o in pausa pranzo. Notiamo che è un servizio molto apprezzato. Idem il Relax banking: ormai due su tre dei nostri circa 30mila correntisti lo utilizza. Però attenzione: per come la pensiamo noi, la tecnologia non può e non deve sostituire il contatto umano e la relazione. Non serve a tagliare il personale, ma a permettere di cogliere nuove opportunità, come, ad esempio, ampliare l'attività di consulenza e di assistenza. Mantenere alto il numero di sportelli bancari sul territorio è un tratto distintivo delle Bcc e non potrebbe essere altrimenti. D'altra parte, i piccoli uffici bancari sono spesso dei veri e propri primi punti di alfabetizzazione finanziaria per migliaia di persone. La digitalizzazione è un processo irreversibile, ma resta importante continuare ad esserci, di persona, e a mantenere quel contatto e quella presenza che serve anche a leggere le perplessità dei clienti, ad orientarli".

Le rivoluzioni che funzionano, di solito, sono quelle gentili.

I giovani e la Mutua

Se la banca del territorio è anche un po' lo specchio dei suoi clienti, ecco quindi i risultati, decisamente buoni. Anche quest'anno, spiega Ottoboni, Bcc Oglio e Serio chiuderà in utile.

"Nella nostra Cassa non abbiamo mai rincorso il mero obiettivo del grande utile - racconta - Ma per contro, le coperture dei debiti deteriorati sono molto alte e questo risultato lo abbiamo conseguito grazie a una rigorosa e ormai più che decennale politica di accantonamenti, che ci ha permesso di tenere sempre in sicurezza i conti e chiudere positivamente gli esercizi".

In numeri: tra il 2016 al 2021, il credito deteriorato lordo rappresentato dalle sofferenze lorde è passato da 170 milioni ai 30 milioni attuali, che sono comunque ben coperti, all'82% . Piano piano, d'altra parte, l'acqua cheta rompe i ponti e costruisce nuovi paesaggi. I due prossimi capitoli di questa storia sono quasi già scritti: il primo è l'associazione mutualistica della Bcc, che si chiamerà "Vicina" e che partirà a breve.

Il secondo è un Gruppo Giovani: un laboratorio per avvicinare e far crescere nuove leve all'interno.

"Per noi questo è un tema cruciale e anche grazie alla collaborazione preziosissima della Federazione lombarda delle Bcc sono sicuro che il messaggio passerà - conclude Ottoboni - Vogliamo dare alle generazioni che verranno la possibilità di avvicinarsi e di far parte di una banca che, in quanto soci, è anche loro e che saranno chiamati, a loro volta, ad amministrare in prima persona".