di Sharon Vassallo
Un anno intenso, fatto di persone prima ancora che di numeri. È questo il messaggio emerso con forza durante l’assemblea annuale dell’Avis di Treviglio, l’appuntamento in cui l’associazione ha raccontato ai soci e alla città i risultati del 2025 e gli obiettivi del 2026, tra promozione, scuola, sport, cultura e, naturalmente, donazione di sangue e plasma.
Un anno di Avis a Treviglio
La serata, partecipata e ricca di interventi istituzionali, ha visto la presenza di numerosi ospiti: il sindaco Juri Imeri, rappresentanti del sistema sanitario e della rete Avis, tra cui il presidente nazionale Oscar Bianchi, il presidente provinciale Roberto Guerini, il direttore sanitario della Asst Bergamo Ovest Antonio Manfredi e il dottor Luca Da Prada, direttore del servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e del centro trasfusionale di riferimento per le donazioni.
Il 2025 ha segnato l’avvio del nuovo quadriennio 2025-2028 con il rinnovo del Consiglio Direttivo e delle cariche associative. Il presidente Alessandro Negri ha sottolineato con soddisfazione l’ingresso di sei nuovi consiglieri, un dato significativo “in un periodo in cui le associazioni di volontariato fanno fatica a trovare persone disponibili a mettersi in gioco”. La squadra è stata presentata ufficialmente con le principali cariche: vicepresidente Francesca Paccagnella, segretario Cesare Cattaneo, tesoriera Maria Gatti, insieme al gruppo dei consiglieri.
Le novità per i donatori
Tra le novità organizzative più apprezzate, l’associazione ha evidenziato il salto digitale: gli esiti degli esami di donazione sono ora consultabili nel Fascicolo Sanitario e nella pagina donatore del portale Avis provinciale. Un cambiamento con un effetto pratico immediato: stop alla carta, alle stampe e alla posta, con un risparmio stimato di circa 3mila euro rispetto a due anni fa, risorse che Avis Treviglio può reinvestire in attività sul territorio. Confermata anche l’apertura serale del terzo lunedì del mese e potenziata la comunicazione tramite i social.
La promozione nelle scuole
Uno dei fronti più forti del 2025 è stato quello educativo. Avis Treviglio, in collaborazione con i formatori del provinciale, ha raggiunto 16 classi tra primaria e secondaria di primo grado, coinvolgendo oltre 350 ragazzi. Un lavoro di semina culturale che, come ricordato anche dal sindaco, non serve “a cercare donatori all’ultimo minuto”, ma a costruire fin da piccoli un’idea concreta di dono, cittadinanza e responsabilità. Nel racconto dell’anno, i numeri hanno lasciato spazio anche alle immagini e alle relazioni: incontri nelle scuole, collaborazioni culturali con il “Teatro degli Incamminati” e il teatro dialettale, attività sportive tra basket, rugby, pallavolo e beach volley, iniziative ambientali e di comunità come la passeggiata ciclistica con le associazioni del territorio, momenti di solidarietà con cene e progetti condivisi, oltre all’attenzione al sociale, inclusa la partecipazione a iniziative contro la violenza sulle donne.
Calo dei nuovi ingressi
Un punto chiave emerso è che oltre il 46% delle risorse dell’associazione è stato investito direttamente in attività di promozione della donazione e iniziative statutarie. Guardando ai dati, il 2025 non ha replicato il record raggiunto nel 2024, ma il quadro complessivo è stato definito sostanzialmente stabile, con variazioni contenute e numeri che confermano la solidità dell’associazione. Al 31 dicembre 2025 i soci risultano 1.807, di cui 1.788 donatori effettivi e 19 soci non donatori. Tra gli elementi più significativi emerge la crescita delle donazioni di plasma, dato particolarmente importante nel percorso verso l’autosufficienza nella produzione di farmaci plasmaderivati. In controtendenza rispetto a questo segnale positivo, si registra invece un calo nei nuovi ingressi: gli aspiranti donatori sono stati 150 e i nuovi ammessi 106, circa il 25% in meno rispetto all’anno precedente. Nonostante questa flessione, la base donatori resta ampia e radicata sul territorio: i donatori effettivi rappresentano circa il 5,6% della popolazione di Treviglio, percentuale che sale a circa il 12% considerando la fascia d’età tra i 20 e i 59 anni.

Il tema più sentito, e anche più “spigoloso”, è stato quello delle mancate presentazioni senza avviso: secondo quanto riportato, la percentuale media si attesta attorno al 20%. Un numero alto, che pesa sull’organizzazione e soprattutto sulla disponibilità reale di sangue e plasma. Il presidente lo ha definito senza mezzi termini “una cattiva abitudine” e una mancanza di rispetto verso volontari, altri donatori e persone in cura. Avis Treviglio e Zona 12 stanno valutando soluzioni operative per il 2026, perché “non può essere solo convocare più persone sapendo che una parte non si presenterà”.
Al centro la gratuità del dono
Nel corso della serata gli interventi hanno ampliato lo sguardo oltre la dimensione locale. Il presidente nazionale Oscar Bianchi ha richiamato l’importanza di difendere la gratuità del dono, invitando a vigilare su possibili interferenze del mondo “profit” nel campo della donazione e della formazione. Ha ribadito che il valore di Avis non si esaurisce nella raccolta di sangue, ma si fonda su una cultura del dono fatta di responsabilità, cura e attenzione verso gli altri. Ha inoltre accennato a nuove prospettive, come la produzione di plasma liofilizzato in caso di emergenze, e a percorsi di prevenzione condivisi con le istituzioni sanitarie per tutelare ulteriormente la salute dei donatori.
Il direttore sanitario dell’Asst, Antonio Manfredi, ha ringraziato i donatori definendo la donazione un segno di civiltà spontanea e sottolineando come Treviglio rappresenti una realtà storicamente tra le più attive e produttive a livello provinciale. Il dottor Luca Da Prada ha portato dati incoraggianti sull’inizio del 2026: al 13 febbraio si registra un incremento del 23% nelle donazioni di sangue intero e del 6% nel plasma rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ha però ricordato che l’autosufficienza va considerata su scala regionale: nel 2025 la Lombardia ha dovuto acquistare circa 500 unità di sangue e i mesi più critici restano quelli invernali.
Borse di studio “Orazio Viele”

La serata si è conclusa con le premiazioni delle borse di studio alla memoria del dottor Orazio Viele e con la consegna delle benemerenze ai donatori che hanno raggiunto traguardi importanti nel loro percorso di generosità. Il dottor Viele, notaio scomparso 17 anni fa, ha lasciato all’Avis di Treviglio un lascito con un vincolo preciso: sostenere i giovani. Da allora l’associazione assegna ogni anno borse di studio ai ragazzi meritevoli sulla base dei risultati scolastici, trasformando un gesto di memoria in un investimento concreto sul futuro. Quest’anno sono stati premiati Camilla Baldelli, Alessia Bassi, Sara Chignoli, Manuele Galbiati, Sveva Guareschi, Simone Putelli, Giorgio Mandello, Gaia Rossoni, Pietro Scotti e Matteo Vecchi. Un lungo applauso ha accompagnato ciascuno di loro tra sorrisi, fotografie con i genitori e l’emozione di un riconoscimento che unisce merito e solidarietà.
Premiati i benemeriti
La seconda parte della serata è stata dedicata alle premiazioni, momento particolarmente sentito perché celebra chi ha fatto della donazione un impegno costante nel tempo. Per il distintivo in rame, riservato a chi ha raggiunto tre anni e sei donazioni oppure otto donazioni, sono stati premiati Erika Asperti, Laura Bessocchi, Riccardo Callari e Lucrezia Mantegazza. Per il distintivo in argento, cinque anni e dodici donazioni oppure sedici donazioni, sono stati chiamati Raffaello Mazzoleni ed Eliano Betti. Il distintivo in argento dorato, dieci anni e ventiquattro oppure trentasei donazioni, è stato consegnato a Laura Rota. Per il distintivo in oro, venti anni e quaranta oppure cinquanta donazioni, sono stati premiati Emanuele Renzi, Lorenzo Bassi, Irina Ciocca e Renato Gatti. Con il distintivo in oro rubino, trent’anni e sessanta oppure settantacinque donazioni, sono saliti sul palco Davide Bertocchi e Carlo Franco. Il distintivo in oro smeraldo, quaranta anni e ottanta oppure cento donazioni, è stato consegnato a Enrico Caspani. Infine il distintivo in oro con diamante, riservato a chi ha raggiunto le centoventi donazioni, un traguardo che racconta una vita di generosità, è andato a Domenico Bosco.
GUARDA LA GALLERY (7 foto)
A chiudere la serata, un numero che vale più di tante parole: 3.936 donazioni complessive, considerando anche quelle effettuate fuori Treviglio, rese possibili da 1.788 donatori. Un patrimonio umano fatto di costanza, dedizione e senso di comunità. Il messaggio finale è stato chiaro: non mollare e non arrendersi, perché la motivazione si coltiva insieme e, se dovesse calare, l’ufficio Avis è sempre pronto ad accogliere e a ricaricare energie.